martedì 29 novembre 2011

IL PD SARDO E IL GALSI: ECCO IL COMUNICATO STAMPA CHE LA NUOVA SARDEGNA NON CI PUBBLICA

Su LA NUOVA SARDEGNA del 26 novembre 2011 è apparso l’articolo: Il Pd: «Basta ritardi, questo governo ci aiuterà, il ministro Barca conosce il progetto». 
Evidentemente, il movimento di liberi cittadini e cittadine sarde che da anni cerca di fare chiarezza sull’ennesima, inutile e dannosa servitù per la Sardegna, non ha alcun peso nella vicenda GALSI. Considerato che il PD si guarda bene dal nominarlo anche solo di striscio. Questo e numerosi altri aspetti  confermano che il Partito Democratico rinnega ormai apertamente i principi ed i valori del Popolo della Sinistra, in Sardegna come in Italia.  In merito al GALSI: evidentemente a Cagliari, in via Emilia 39, è giunta da Bologna una telefonata perentoria e, in poche ore, pressoché tutto il Gotha del PD isolano si è schierato definitivamente a favore del GALSI. Chissà,  forse quella telefonata giungeva dagli uffici della Hera SpA, La multiutility creata dagli amministratori Pd, imbottita di dipendenti iscritti al Pd, distributrice di utili ai sindaci Pd”,  che all’interno di GALSI ha quasi la stessa partecipazione della nostra SFIRS. Ma non solo per questo le dichiarazioni del PD a La Nuova Sardegna suscitano stupore e tristezza. La decisione o meno di sventrare inutilmente la Sardegna  viene ignobilmente strumentalizzata per sciocchi fini politici: rivendicando il “merito” di quel progetto, citando Berlusconi, approfittando per chiedere le dimissioni di Cappellacci e tirando peraltro in ballo Palomba, il cui partito, l’IdV,  è tra i pochi in Sardegna a mettere seriamente in discussione quel progetto, pressoché all’unanimità. Il PD sardo millanta anche conoscenze altolocate, intercedendo presso Fabrizio Barca, neoministro alla “coesione”. Conosciamo Barca e sappiamo che è uno che di sviluppo locale se ne intende, e sa bene quanto siano dannose, anche per la stessa coesione, talune scelte calate dall’alto senza il coinvolgimento consapevole della popolazione e degli interessati. Sul resto stendiamo un velo pietoso. E’ triste sentire i vertici di un partito ridotti a sparare cifre senza senso, servendosi di luoghi comuni e esempi fuori luogo di tragedie e fallimenti, non di certo dovuti alla mancanza di metano. Considerato che non ascoltano i cittadini, che siano altri a spiegare al PD che il problema della Sardegna non è proprio quello dell’energia, visto che la stessa mafia ce la sta rubando sotto il naso guadagnando miliardi. Brillante poi la soluzione prospettata - ma rigorosamente non condivisa con la gente - da Cabras, che vede la SARAS protagonista con le sue trivelle. Ciò benché il gas, che sarebbe in grado di  estrarre a Oristano, è “ irrisorio rispetto alle quantità che saranno importate dall’Algeria”. E’ comunque un bene, secondo Cabras, consentire a quell’azienda di fare ciò che le pare e piace sul nostro territorio. L’importante è che sia in grado ” di mettere in rete la propria produzione”. Gas quasi-gratis per tutti, dunque! Così come, sempre grazie alla SARAS, in Sardegna anche la benzina  è quasi-gratis! E la perla conclusiva spetta a Tore Cherchi, quando sostiene che se il GALSI è in ritardo è tutta colpa dell’ENI,  perché non vede di buon occhio gli algerini…In un affare da diversi miliardi di euro che si gioca in casa nostra!

STASERA SU FRANCE 3 LA PRIMA DEL FILM INCHIESTA SUL GALSI


Salve,
stasera non perdetevi la diffusione del nostro film "écran de fumée" su France 3:
http://corse.france3.fr/guidetv-viastella/index.php?page=article&numsite=5471&id_rubrique=5912&id_article=13085

Trovate qui un piccolo riassunto:
http://www.corsematin.com/article/ecran-de-fumee-un-documentaire-consacre-a-lavenir-du-galsi

Per la visione in streaming, canali satellitari, etc..:
http://corse.france3.fr/guidetv-viastella/index.php?page=article&numsite=5471&id_rubrique=5489&id_article=11693

Ayo, non esitate domani a mandarci i vostri commenti

Buona visione

J.C. Chatard


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Bonjour,

Ce soir, ne pas manquer la diffusion de notre film "écran de fumée" sur France 3:

http://corse.france3.fr/guidetv-viastella/index.php?page=article&numsite=5471&id_rubrique=5912&id_article=13085

Pour voir le film, tnt, internet, canal sat:

http://corse.france3.fr/guidetv-viastella/index.php?page=article&numsite=5471&id_rubrique=5489&id_article=11693

Petit résumé:

http://www.corsematin.com/article/ecran-de-fumee-un-documentaire-consacre-a-lavenir-du-galsi

Allez, n'hésitez pas à faire des commentaires demain...

Bon visionnage !!!

JC CHATARD

SCHEDA SINTETICA DEL FILM
Dopo un’intenso lavoro, svolto in parte anche in Sardegna e con la nostra collaborazione, una troupe di giornalisti corsi - Jean Charles Chatard e Eliane Parigi - ha realizzato il Film-Inchiesta sul GALSI dal titolo “Ecran de fumèe” (cortina fumogena). Il loro lavoro è stato prodotto dalla terza rete francese France 3. La prima del film si è tenuta a Corte, in Corsica, qualche giorno fa e quella francese si tiene stasera a Parigi negli studi di France 3 e alla presenza degli autori e di alcuni esperti algerini. Il film ha avuto un’impressionante eco di stampa, soprattutto in Corsica dove, alla popolazione stanca di morire di cancro a causa dell’inquinamento provocato dalle centrali ad olio combustibile di Energie de France (EDF), lo stesso Sarkozy ha promesso il collegamento al GALSI!   
Questo film-inchiesta,  incisivo e ben documentato, non serve solo ad aprire gli occhi ai corsi. E’ fondamentale anche per la Sardegna, in quanto accerta, in modo chiaro ed inequivocabile, alcuni aspetti fondamentali per capire l'inutilità del GALSI e il tremendo e devastante impatto che avrà sulla nostra Isola.
Nella parte girata in Sardegna in collaborazione con il nostro Comitato, oltre alle nostre interviste, vedrete Chiara Vigo ed il suo impegno per difendere la Pinna Nobilis che, a S.Antioco, verrà spazzata via dal GALSI - insieme alla "piccola pesca"-, distruggendo un patrimonio unico al mondo che ci appartiene: la lavorazione del bisso, la seta del mare, il tessuto degli dei.
Vedrete anche la tragedia di un imprenditore agricolo del Sulcis, a cui distruggeranno un vigneto di Carignano costato oltre 60 anni di lavoro. Vi interviene il Sindaco di S.Antioco e Giovanni Giovannelli, il Primo Cittadino di Olbia che si oppone coraggiosamente al GALSI perché stravolgerebbe la vocazione turistica e ambientale su cui si fonda il benessere e l'economia di quel territorio. Mario Mura, Procuratore della Repubblica e coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, che ci racconta dell'assalto alla "diligenza Sardegna" da parte della criminalità organizzata interessata al business dello sfruttamento delle risorse energetiche che abbondano nella nostra Isola. Vedrete il silenzio imbarazzante della Commissione Europea di fronte alle insistenti richieste del nostro Comitato circa i loro pareri che, benché obbligatori, non sono mai stati resi in merito all'impatto del gasdotto sulle nostre risorse naturali. Avrete anche ulteriore conferma dell'inadeguatezza dei nostri "politici", "gente che prende le decisioni sulla base di ciò che scrive l'Unione Sarda". E tanto altro. Ma la parte più interessante è quella con le dichiarazioni rese da alcuni esperti algerini che occupano posizioni importanti a livello governativo o come consiglieri dello stesso Presidente algerino. le loro dichiarazioni ci faranno comprendere come e perché  i sardi stanno decidendo di sfasciare la Sardegna senza nessun motivo!
Il film verrà prossimamente presentato in Sardegna durante una conferenza dibattito in presenza anche degli autori.

lunedì 28 novembre 2011

PRECISAZIONI IN MERITO ALL'ARTICOLO INTIMIDATORIO DELL'UNIONE SARDA

In una nostra nota pubblicata qualche giorno fa abbiamo evidenziato che l'Unione Sarda, in un suo recente articolo zeppo di inesattezze, errori e fantasiose interpretazioni, avesse come unico obiettivo quello di far credere, soprattutto agli enti locali interessati, che non c'èra più nulla da fare e che il Ministero, sul gasdotto, aveva già deciso tutto. 
Ci spieghiamo meglio, dopo aver avuto conferme da esperti del settore: 
Il Decreto a cui fa riferimento la giornalista del quotidiano più usato in Sardegna è semplicemente una nota aggiuntiva (che introduce tra l'altro il parere positivo della Regione Toscana) e non annulla le prescrizioni sancite dal precedente Decreto di  VIA del 24 febbraio 2011. La VIA non è un'autorizzazione ma solo un parere fondamentale nella procedura autorizzativa. Dunque, in nessun modo può sostituire le autoizzazioni previste dalla legge. La cosa "positiva" è che dalla data di pubblicazione decorrono 60 giorni per poter presentare ricorsi. I ricorsi possono essere presentati da chiunque vi abbia interesse.
Noi del Comitato stiamo pensando di lavorare alla presentazione di 2 ricorsi. Chi è interessat@ può contattarci alla nostra mail.


UN TUFFO ALL’

 
Ecco cosa la Sardegna si deve aspettare dal GALSI. Un’impressionante devastazione del suo territorio. Una ragnatela che divora e penetra sin nelle zone più intime della nostra Terra, violentandola senza nessuna pietà. Una brutalità senza precedenti. Una violazione inutile con l’unico scopo di far guadagnare tanti soldi a qualcuno e assicurare una magra rendita di potere a qualcun altro.
Un bravo disegnatore si potrebbe sbizzarrire, disegnando queste ferite laceranti così come appaiono sulla carta….*.
Ecco dunque,  in allegato, una piccolissima parte delle Carte progettuali di GALSI. Si tratta degli  “Elaborati di progetto, condotta a terra tratto Sardegna” . Per coloro che non avessero il tempo di leggere il testo dall’inizio alla fine, anche se di facile lettura e piuttosto breve (in 20/30 minuti al max si riesce a leggerlo), suggeriamo la visione rapida delle tabelle indicate nelle nostre:

ISTRUZIONI PER L'USO
GALSI: Elaborati di progetto, condotta a terra tratto Sardegna
- Pagine  11 e 12, Percorrenza kilometrica della condotta nei Comuni attraversati;
- Pagine 21 e 22, ubicazione degli impianti e dei punti di linea, (d’intercettazione del gas), dove andrebbero costruite a carico dei sardi  le Centrali di intercettazione del gas e le "ipotetiche" reti di  diramazione  che andrebbero a collegarsi a quelle dei Comuni, che nella maggior parte dei casi sono da finanziare e costruire  ;
- Pagine da 22 a 30, ubicazione dei Manufatti. Opere quali scogliere, gabbioni, palizzate, briglie, etc.. che assicurando la stabilità dei terreni dovrebbero garantire anche la sicurezza della tubazione;
-  Pagine  31 e 32, ubicazione delle piazzole di stoccaggio dei materiali necessari alla costruzione dell struttura e al deposito dei macchinari e attrezzature varie;
-   Pagine da 34 a 40, ubicazione degli allargamenti provvisori rispetto alla fascia di Vincolo preordinato all’Esproprio, necessari per consentire il passaggio di mezzi e macchinari, e consentire la movimentazione delle attrezzature per la costruzione della struttura;
-   Pagina 41, ubicazione delle strade provvisorie, necessarie per poter permettere l'accesso alla fascia di lavoro ;
-   Pagine  da 46 a 56, attraversamenti delle infrastrutture e dei corsi d’acqua principali. Sono previsti, dove si renderà necesssario deviazioni di alvei di fiumi;
....... e dulcis in fundo:   la tabellina dei Microtunnel a pagina 57.
Ma la chicca finale, primi dei Ripristini, è il Collaudo del gasdotto alle Pagine 57 e 58, da leggere con grande attenzione.
Morale della favola:  la Sardegna sarà  un cantiere senza fine... e senza GAS!!!
BUONA VISIONE A TUTTI, inclusi coloro che minimizzano o sottovalutano l’impatto del GALSI.
* Al riguardo, questa nota è stata inviata anche ad un gruppo di amici e amiche disegnatrici e grafici, chiedendo il loro contributo...

sabato 26 novembre 2011

A CHI E' IMPEGNAT@ CONTRO IL GALSI: SIAMO ALLE BATTUTE FINALI. ORGANIZZIAMOCI

Come avete letto e sentito, il 14 dicembre si tiene a Roma la Conferenza di servizi sul GALSI. Noi siamo fermamente convinti  che in quella sede si decideranno le sorti della nostra Isola. Chissà, forse esageriamo ma pensiamo che se passerà il GALSI in Sardegna continuerà a passare di tutto, sino a quando anche l'angolo più remoto della nostra Terra verrà depredato. Riteniamo che tutte-i coloro che condividono con noi l'impegno contro questo scempio, siano consapevoli di ciò e faranno di tutto affinché, in Sardegna e altrove, quante più persone possibile sappiano che tutte quelle ingenti risorse potrebbero essere destinate al  miglioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro, invece che a costruire un tubo che non si sa bene cosa trasporterà ma che farà senz'altro arrichire qualcun'altro. Un lavoro importante va soprattutto svolto verso i 43 enti locali coinvolti. In questi giorni abbiamo più volte avuto l'occasione di sperimentare la loro debolezza e la facilità con cui cadono preda dei luoghi comuni di coloro che, in un modo o nell'altro, in questa vicenda sono portatori di interessi personali e non di certo dell'interesse collettivo. Altrimenti non si spiegherebbe perché le popolazioni siano state sinora tenute all'oscuro di tutto, e neppure i comuni interessati abbiano avuto l'accortezza  di leggere e riflettere sul quel progetto e sul reale e terribile impatto che avrà nei nostri territori.
Il nostro compito è difficilissimo. Quasi impossibile. Ma se avremo successo qualcosa sarà cambiato in Sardegna, forse per sempre. Per una volta saremo stati noi i protagonisti del nostro destino, invece dei pirati con il loro seguito di "sardignoli" in busta paga.
Coraggio dunque.
Tutti gli interessati possono contattarci alla nostra mail. Stiamo organizzando un gruppo (per entrare sarebbe auspicabile che i vari gruppi attivi sinora nominassero ciascuno un proprio rappresentante) per riunirci virtualmente e chattare insieme sulle prossime inziative in vista della conferenza.
Ciao ciao

venerdì 25 novembre 2011

ANCORA INTIMIDAZIONI DA PARTE DELL'UNIONE SARDA - CONVOCATA LA CONFERENZA DI SERVIZI SUL GALSI - OLBIA CONTINUA A DIRE NO!!

L'Unione Sarda prosegue nella sua campagna di dolosa disinformazione circa il GALSI, più volte denunciata all'ordine dei giornalisti - ovviamente senza nessun riscontro - anche dal nostro Comitato. L'ultimo è quest'articolo di qualche giorno fa, zeppo di inesattezze, errori e fantasiose interpretazioni con l'unico e solo obiettivo di far credere, soprattutto agli enti locali interessati, che non c'èra più nulla da fare e che il Ministero, sul gasdotto, aveva già deciso tutto. Ciò, ovviamente, con l'intento  di scoraggiare chi si oppone e preparare il terreno per una Conferenza di Servizi dove, sia GALSI che i suoi sostenitori, vedono ridotti i rischi di un NO al progetto da parte della maggioranza dei soggetti interessati.
Un NO che porrebbe finalmente questo Governo dinanzi a un serio problema: IL GALSI.
Quanto riportato nel messaggio intimidatorio del quotidiano più usato in Sardegna viene smentito oggi stesso con l'annuncio della CONFERENZA DI SERVIZI sul GALSI da parte del Ministero. La conferenza è fissata per il 14 dicembre. In quella sede si deciderà se sventrare inutilmente la nostra Isola con un gasdotto.
Persino l'articolo dell'Unione Sarda con cui si annuncia la Conferenza di servizi è una perla di disinformazione e violazione di tutti i più elementari principi che governano la libertà di stampa e di informazione.
Ma questo è ciò che abbiamo, ed è ciò con cui chi vuole salvare l'Isola deve fare i conti.
Intanto dalla Provincia di Olbia giunge una ulteriore conferma del NO alla concessione dell'AIA, l'autorizzazione integrata ambientale senza la quale, probabilmente, GALSI salterebbe.

ECCO IL TESTO DELL'ULTIMO MESSAGGIO INTIMIDATORIO DE L'UNIONE SARDA:
OLBIA. Il documento pone tutta una serie di vincoli ai lavori, ma supera le concessioni degli enti locali - Roma blinda il Galsi: è ok definitivo
Il sì dato dal ministero dell'Ambiente funge da autorizzazione unica
Che il progetto fosse blindato da Roma, già si sapeva. Ma la prova regina non arrivava. Invece ecco la certezza sull'intoccabilità di Galsi, almeno sotto il profilo ambientale. Tutto è scritto in venticinque pagine, che sono la valutazione di fattibilità (Via). A ben vedere, un'autorizzazione unica che «sostituisce intese, pareri e nulla osta» degli enti locali. Vuol dire che solo il Governo, come poi ha già fatto, può decidere sulla compatibilità del gasdotto italo-algerino con pianure e coste. Questo perché Galsi è classificato come «investimento strategico nazionale».
LA NOVITÀ Adesso non ci sono più dubbi. Sul metanodotto nemmeno la Provincia ha voce in capitolo. Eppure, un mese fa, la musica sembrava un'altra. A sorpresa era spuntata l'Aia, ovvero l'Autorizzazione integrata ambientale: l'ente della Gallura l'avrebbe dovuta rilasciare per dare il via libera alla centrale di Olbia. Quindi il cuore dell'investimento, visto che quella stazione serve a ridare pressione al gas e pomparlo sino a Piombino. Ma la giunta di Fedele Sanciu annunciò il “no”, rilanciando la speranza che la piana di Venafiorita, scelta come location, potesse essere salvata con facilità. Invece non è così: l'Aia non è necessaria. Perché la Via supera tutto, rendendo nulli i margini di manovra dei territori interessati all'investimento.
LA MISSIVA Il timbro sulla Via è del 12 novembre. L'hanno messo negli uffici governativi, prima di spedire il plico agli enti locali. In calce una doppia firma: Stefania Prestigiacomo (ex dell'Ambiente) e Giancarlo Galan (ex dei Beni culturali). Il passaggio chiave si legge a pagine due: «Il provvedimento sostituisce o coordina tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze o pareri necessari a realizzare l'opera». Non solo: la sovraordinazione giuridica della Via viene estesa anche «agli impianti» di supporto, come per esempio la stazione di pompaggio.
I VINCOLI A Roma, tuttavia, hanno imposto una lunga serie di paletti, soprattutto nella costruzione delle condotte a mare. Quindi: «Negli approdi costieri di Porto Botte, Olbia (Le Saline) e Piombino» andranno adottati puntuali accorgimenti «a tutela della posidonia». Per esempio, viene specificata la profondità massima entro cui interrare i tubi che andranno ricoperti con una ghiaia particolare. Sono previsti inoltre specifici macchinari per scavare sott'acqua.
I TEMPI Insomma, più che un documento nuovo, la Via mandata da Roma apre i termini dei ricorsi. Nel dettaglio: da quando l'atto viene recapitato, scattano i sessanta giorni di tempo per fare opposizione al Tar (Tribunale amministrativo). Invece: in caso di contestazione davanti al Capo dello Stato, gli enti locali hanno a disposizione tre mesi. Infine: l'autorizzazione di impatto ambientale ha validità quinquennale. Significa che il Galsi va completato entro il 2017.
Alessandra Carta

IMPRESSIONANTE MORIA DI CERNIE IN ALGERIA

Accade nell'area marina del "Parc national d’El Kala". L'area, un'oasi incontaminata di autentico Mediterraneo, confina con una centrale elettrica da 1200 megawatt  e con la stazione di compressione del gas che alimenterà anche il GALSI. Ne da notizia il quotidiano algerino AL WATAN.

Dans notre numéro du vendredi 14 octobre 2011, nous rapportions la mort inexpliquée de dizaines de mérous et de badèches près de la plage de Draouche (wilaya d’El Tarf).
Et comme à proximité sont implantées une centrale électrique de 1200 mégawatt et une station de compression pour le futur gazoduc qui reliera l’Algérie à la Sardaigne (projet Galsi), ces nouveaux venus dans la zone, aux portes du Parc national d’El Kala, vierge de toute atteinte à la nature et au paysage côtier fabuleux, derniers témoins de la Méditerranée originelle, ont été suspectés. Des plongeurs avaient en effet constaté des comportements et des mortalités anormaux qui ne touchaient que les mérous et les badèches, de la même famille. Des chercheurs du laboratoire Bioressources marines de l’université de Annaba avaient alors effectué des prélèvements pour tenter de comprendre. Les résultats sont très inquiétants, selon le professeur Hichem Kara, directeur du laboratoire de recherche.
Les observations sur le terrain, les examens cliniques et l’exploration des tissus biologiques incriminent un virus de la famille des novaridés qui s’attaque en particulier au cerveau et aux yeux du poisson, entraînant chez l’animal de profondes lésions cutanées et une nage déséquilibrée qui engendrent quelques jours plus tard la mort. On cherche en ce moment à préciser le génotype de ce virus. Ce phénomène n’est pas nouveau. On connaît un précédent en Méditerranée. En 1999, ce virus a décimé les populations de mérous et de badèches de la réserve marine d’Ustica (île au nord de la Sicile), distante de 500 km seulement de Draouche. Le problème est d’autant plus grave que la côte d’El Kala est réputée être une zone régionale de frai et de nourrissage pour les mérous et badèches. Ces deux espèces sont classées par l’UICN «en danger critique d’extinction» et sont protégées par un statut spécial dans pratiquement tous les pays de la Méditerranée, sauf en Algérie et ses 1200 km de balcons méditerranéens. Il est peut-être temps de faire quelque chose