martedì 27 marzo 2012

TAV E GALSI? NULLA A CHE VEDERE CON I REFERENDUM!

Dopo aver  letto la nota del Segretario regionale del Pd su “Tav, Galsi e referendum”, pubblicata da un quotidiano locale qualche giorno fa, mi è parso opportuno svolgere alcune considerazioni, andando un po’ più a fondo circa alcune questioni che la nota affrontava solo in termini interlocutori*. Non si comprende su quali dati il Segretario si basi per sostenere che opere come TAV e GALSI sarebbero, a prima vista, necessarie per "modernizzare" il Paese. Per quanto concerne in particolare il GALSI, la legge per la metanizzazione del Mezzogiorno risale al 1980 e, considerate le tecnologie oggi a disposizione, i metanodotti vengono ormai comunemente considerati dei "ferrivecchi" che, purtroppo, continuano a venire imposti alla gente per rispondere a esigenze e logiche che nulla hanno a  che vedere con il loro benessere ed il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nei loro territori. Non mi è parso peraltro appropriato sostenere, come fa il rappresentante del PD sardo, che in Italia le grandi opere "non si riescono a fare" . Faccio un esempio che conosco: dagli anni 80 ad oggi in Sardegna si è riversata una valanga di danaro proveniente dall'Unione Europea. Con meno della metà di quei quattrini in paesi come la Spagna (peraltro entrata nell'UE dopo di noi) si sono dotati delle infrastrutture necessarie per "modernizzare" il Paese (autostrade, treni, ospedali, scuole, aeroporti, etc.). Qui da noi basta guardarsi intorno per chiedersi dove sono finiti tutti quei soldi. Quindi, in realtà, non è che non siamo riusciti a fare le grandi opere; semplicemente non le abbiamo volute realizzare, avendo preferito, da un lato, restituire i soldi a Bruxelles (cosa che avviene tuttora in quanto non li sappiamo spendere) e, dall'altro, distribuirli a pioggia per soddisfare clientele e squallidi interessucci, spesso di Partito. Il Segretario, nella sua nota cita l'esempio dell'esperienza francese e toscana in merito al coinvolgimento delle popolazioni interessate alle "grandi opere". Esempi che non considero pertinenti per un semplice motivo: i sardi hanno forse la stessa mentalità, identità e cultura dei francesi e dei toscani? Non mi pare proprio. Inoltre, il problema di quelle opere  non è tanto che "dividono" le comunità, quanto il fatto  che queste non vengono opportunamente informate al riguardo oppure, come è accaduto in Sardegna con il GALSI, addirittura sono tenute dolosamente all'oscuro, con il preciso obiettivo di evitare inutili intralci o problemi ad un'opera "considerata strategica" da chi ha già deciso per loro. Tutto ciò avviene in aperta violazione delle leggi in vigore, delle direttive europee e delle convenzioni internazionali. Dunque, il collegamento che il Signor Lai fa con i referendum mi pare quantomeno fuori luogo. Per carità, va  benissimo cavalcare l'onda referendaria ma facendo ben attenzione ad un aspetto che il Segretario pare dimenticare: il referendum non serve  laddove basta applicare la legge. Soprattutto in merito alle "grandi opere", sarebbe sufficiente, anche al fine di evitare conflitti, applicare bene la normativa nazionale, europea e internazionale in vigore, in particolare in merito agli obblighi di informazione, comunicazione e coinvolgimento delle popolazioni locali circa la loro realizzazione. Questo non è stato fatto ne per la TAV e ne per il GALSI e, purtroppo, anche lo stesso PD sardo, senza conoscere il progetto GALSI, lo difende ed è favorevole alla sua realizzazione. Ciò in barba al coinvolgimento delle popolazioni interessate, completamente all’oscuro della reale portata di un progetto che, venduto come ennesima "opportunità", si rivela invece essere un'altra orribile speculazione ai danni nostri e della nostra Terra. Per evitare tutto questo non occorrono referendum. Basta applicare la legge ed usare il buonsenso.
Sergio Diana
Comitato ProSardegnaNoGasdotto
 *Ovviamente, quel giornale si è guardato bene dal pubblicare le nostre osservazioni.
  
NOTA PUBBLICATA SU "LA NUOVA SARDEGNA" DI QUALCHE GIORNO FA
C’è qualcosa che unisce la Tav, il Galsi e i 10 referendum sui quali i sardi dovranno votare nel mese di maggio?A prima vista le prime due sono grandi opere che sarebbero necessarie per modernizzare il Paese, per migliorare lo stock di infrastrutture nazionali e rendere uguali le risorse dei cittadini italiani dovunque scelgano di abitare. Tav e Galsi sono tra gli interventi che da una parte fanno gridare allo scandalo in un Paese dove le grandi opere non si riescono a fare e dall’altra dividono le comunità. Una divisione che non è solo tra chi ne disegna l’utilità ma non vuole che sia nel suo giardino ma anche tra chi ne discute seriamente la strategicità e il rapporto costi benefici per le popolazioni locali. I referendum sono un tentativo di stimolare le istituzioni ad affrontare riforme che si stanno avviando nel resto del Paese e che in Sardegna rischiano di restare bloccate. Allora cosa unisce una grande opera e il referendum nel nostro Paese? Sono in entrambi i casi una sfida ad un nuovo rapporto tra partiti e cittadini, tra istituzioni e forme di rappresentanza, tra politica e partecipazione. È possibile che una grande opera sia discussa per un tempo preciso con i cittadini attraverso processi di dibattito pubblico, strutturati e regolati in maniera condivisa? La risposta è si, lo fanno i francesi con il debat public, lo fanno in Toscana dove - ci ricorda Claudio Martini, già presidente della Regione - ogni opera importante deve avere un preventivo processo di partecipazione, richiesto dall’Ente pubblico o dai cittadini. Un garante terzo, nominato dal Consiglio regionale, ne assicura la correttezza. Per sei mesi, fornite tutte le informazioni, si raccolgono le opinioni di tutti i cittadini, organizzati o no. Alla fine c’è un responso motivato cui l’Ente responsabile può conformarsi o no, dandone comunque motivata argomentazione. È difficile? Si, ma è meglio che il conflitto, se ci deve essere, sia sviluppato prima delle delibere e non dopo, e che possano parlare tutti i cittadini e non solo i comitati. E soprattutto è meglio, ed è più adeguato al livello di informazioni che i cittadini hanno e alla sovranità non delegata che vogliono esercitare, se le grandi decisioni che richiedono alla politica e alla pubblica amministrazione vengano dibattute prima di essere assunte. Negli anni scorsi una proposta di legge della Giunta Regionale sull’open government e sulla trasparenza amministrativa non fece in tempo ad entrare nel dibattito pubblico: riguardando quella norma proposta nel 2008, ci rende conto di quanto indietro abbia portato la Sardegna questa legislatura e, al contrario, di quanto sia cresciuta l’esigenza di partecipazione e progredito il dibattito sugli strumenti più avanzati. Ecco il collegamento con i dieci referendum di maggio, con la necessità che di fronte alla graduale delegittimazione della politica, non sempre meritata, e spesso pericolosa per la tenuta della coesione sociale, non ci si chiuda in difesa, traccheggiando nei palazzi o nascondendo le scelte ai cittadini, considerandoli come faceva Berlusconi ai tempi delle decisioni sul nucleare, non in grado di comprendere e decidere. Come ha scritto recentemente Michele Ainis, il processo democratico nel nostro Paese si è inceppato, viviamo da separati in casa, il Paese trasuda livore e una faglia divide politica e cittadini. Anche il governo tecnico, necessario e obbligato, sostenuto da un Parlamento che vota decreti legge e maxiemendamenti, sono il segno di un filo spezzato che deve essere ricucito. E i partiti devono accettare che questo filo sia tenuto in mano anche dai cittadini seguendo due strade: scrivendo una nuova legislazione sulla partecipazione alle grandi scelte e sulla trasparenza nelle istituzioni e nella società, e sostenendo ogni forma di decisione popolare, dalle primarie ai referendum, mettendosi a disposizione per informare e decidere insieme. Solo così si ricostruisce un nuovo rapporto tra cittadini e istituzioni e per esso si legittima una nuova politica che dia il suo insostituibile contributo alla democrazia e alla crescita del nostro Paese. Segretario regionale del Pd

venerdì 23 marzo 2012

GALSI E PONTE SULLO STRETTO: COS'HANNO IN COMUNE?




Questa è  la storia del Ponte (WWW.ECONEWS.IT ):
●   definanziato da Prodi, Governo di Sinistra (bravissimo il Movimento No Ponte nel mettere in crisi gran parte dei Partiti, all’ inizio favorevoli … un’operazione da manuale!), ma Prodi non sciolse la Concessionaria “Stretto di Messina Spa”  nè il contratto con la Impregilo
●   rifinanziato da Berlusconi, Governo di Destra (alleggerì il Contribuente, nel solo 2010,   di  ben 110 milioni di euro per progetti e sondaggi)
●   ora nuovamente definanziato da Monti, Governo di Centro: ……. è ancora un’ altra sospensione, o  una cancellazione definitiva dell’opera?
●   sarà nuovamente rifinanziato da un eventuale futuro Governo di Destra (anche senza il ritorno dell’ “incubo Berlusconi”) ?
 Il Ponte non si farà mai (Europa e … Geologia non lo consentono) …  quello che si può fare, invece,  è dilapidare ancora bel po di denaro pubblico in studi e progetti (nel caso costruire anche qualche  pezzo di pilone) …..  tanto per far arricchire ancora imprese, progettisti e burocrati.


Ecco la macchinetta mangiasoldi (a cui GALSI si ispira) che si sono organizzati (www.prosardegnanogasdotto.blogspot.com):
la Società Stretto di Messina  è stata costituita l'11 giugno 1981 ed è concessionaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la progettazione, realizzazione e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina. A partire dal 1° ottobre 2007 la società è controllata da Anas che ha una partecipazione al capitale sociale dell'81,848%. La sua durata è prevista sino al 2050!!!
Se poi qualcuno si prende la briga di verificare quanto guadagnano.....:
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
(in carica per il triennio 2011/2013)
Presidente Onorario CALARCO Antonino
Presidente ZAMBERLETTI Giuseppe
Vice Presidente GRANATI Stefano
Amministratore Delegato CIUCCI Pietro
Consigliere AVERARDI Massimo
Consigliere BALLISTRERI Gandolfo Maurizio
Consigliere INFANTINO Rosario Maria
Consigliere PAPPALARDO Antonio
Consigliere PELLICANO' Ercole Pietro
Consigliere QUILICI Folco
Consigliere ROSITANI Guglielmo
Consigliere TRIGLIA Matteo Maria
COLLEGIO SINDACALE
(in carica per il triennio 2011/2013)
Presidente MARIANI Lucio
Sindaco Effettivo LANZA Antonino
Sindaco Effettivo RUSSO Giuseppe
SOCIETA' DI REVISIONE Reconta Ernst & Young S.p.A.
(2009-2011)
Capitale Sociale sottoscritto € 383.179.794,00
Capitale Sociale versato € 321.871.026,96

ULTIMORA: IL FILM SUL GALSI "ECRAN DE FUMEE" DOMANI A S.ANTIOCO

Importante fuori programma all'incontro sul GALSI organizzato domani 24 marzo alle ore 17.30 a S.Antioco. Il nostro Comitato presenterà anche il film "ECRAN DE FUMEE". 
Non mancate!

IL FILM INCHIESTA SUL GALSI IL 31 MARZO A SCANO DI MONTIFERRO

L'incontro, promosso dal Comune di Scano di Montiferro, si tiene sabato 31 marzo alle ore 17.30, presso il Teatro “Nonnu Mannu”. Il Comitato ProSardegnaNoGasdotto presenterà il Film “Ecran de Fumèe”, realizzato da giornalisti corsi per la terza rete francese FRANCE3 con il nostro contributo.
Siente tutti/e invitate/i a partecipare all’evento, con preghiera di massima diffusione a chiunque fosse interessato (favorevoli e contrari, Giunte e consiglieri comunali e provinciali, amministratori, associazioni, imprenditori, comitati e proprietari terrieri interessati dall’attraversamento del gasdotto).
Link di collegamento per estrapolare l’elenco delle particelle catastali ed i nomi dei  proprietari terrieri attraversati dal gasdotto:
http://www.galsi.it/index.php?id_menu=31&id_news=102

PERCHE' A NOI PIACE COSI'...

La nostra Sardegna!



























































































CON L'AUGURIO CHE NON ARRIVI MAI...L' ANNO DEL GALSI!

Sardegna nell’anno del GALSI (di Regina)

M’hanno spinta servile a terra
e smembrata tutta nel mio fianco ad occidente,
dai piedi al capo,
scavato solchi profondi irreversibili
posato protesi d’acciaio nutriti di essenza maleodorante esplosiva.
Hanno spianato la bellezza inquieta del mio paesaggio,
e cancellato la storia antica dei miei padri,
amanti della terra,
ucciso la speranza di figli che domani dovrò partorire
murata dal silenzio di chi forse vuole tacere.
Nella miseria, urlo il mio male solitario
a coloro che non sanno.
Raccontavano che era per il pane, lo sviluppo e la tecnologia…
Non la mia, ma quella di altri!

lunedì 19 marzo 2012

GALSI: assemblea a S.Antioco




ALLA SCOPERTA DI QUESTO MOSTRO
E DI COME SI PUO' COMBATTERLO
  
A Sant'Antioco, sabato 24 marzo alle ore 17.30, presso I SUFETI in piazza De Gasperi si tiene un incontro  per informare, aggiornare e discutere del GALSI.

domenica 18 marzo 2012

GALSI: E' INIZIATA LA CAMPAGNA DI PRIMAVERA

A coloro che hanno seguito  la trasmissione sul GALSI,  trasmessa  in diretta il 16 febbraio scorso dall'emittente locale Videolina, è rimasto ben impresso il fatto che si tratta di una infame speculazione ai danni della Sardegna
Non per niente, quella puntata di MONITOR non è mai stata resa disponibile su internet. 
I sardi e le sarde, quella sera, hanno potuto assistere in diretta alla mancanza di argomenti e alle farneticanti invenzioni di Mauro Pili in tema di prezzi del gas. Si sono indignati dinanzi alle bugie dell'amministratore della GALSI. Hanno capito qualcosa in più circa il disastro della finanza regionale, vedendo il presidente della SFIRS trattare dei nostri soldi come se fossero i suoi. Infine, hanno cambiato canale increduli, dinanzi all'assoluta inadeguatezza dell'assessora regionale all'industria a gestire un ambito tanto critico per l'economia della Sardegna.  
Dopo una tale débâcle era ovvio attendersi da GALSI una dura reazione, con la mobilitazione di parte degli uomini a disposizione e attraverso il ben noto armamentario di menzogne. 
Ecco per voi alcune recenti perle:

mercoledì 14 marzo 2012

10, 100, 1000 GALSI

Era ora,  il signor Stocchino del PdL si è svegliato. Ma il suo peggior incubo è la triste realtà: "il galsi dista 80 km dall'Ogliastra". Cazzo! Come faranno gli ogliastrini a sopravvivere anche a questa? Non bastava la grande opportunità ormai sfumata del poligono di Quirra? Quella Terra, tanto bella quanto sfortunata, grazie a Stocchino si accorge oggi di essere lontana, tanto lontana, dal gasdotto.....In Ogliastra bollette della luce astronomiche. Nel resto della Sardegna, invece, energia quasi gratis per tutti! Che ingiustizia però!

Leggete, questa è roba forte:
GASDOTTO: STOCHINO (PDL), OGLIASTRA PENALIZZATA
(AGI) - Cagliari, 12 mar. - "La parte dell'Ogliastra piu' vicina al tracciato Galsi dista oltre 80 chilometri, per cui, senza tema di smentita, possiamo dire che questo territorio e', praticamente, tagliato fuori dai vantaggi che il metanodotto produrra' in Sardegna". Lo denuncia il consigliere regionale del Pdl, Angelo Stochino, che chiede alla Giunta regionale di tener conto della distanza la distanza dal tracciato Galsi dei territori e dei consorzi interessati fra i criteri di ammissibilita' previsti nel bando del 12 gennaio scorso per assegnare la realizzazione e gestione di uno o due impianti a tecnologia solare termodinamica a concentrazione. In questo modo - sostiene Stochino - la Provincia dell'Ogliastra potra' controbilanciare la sperequazione subita con il tracciato Galsi previsto molto distante dai territori ogliastrini che cosi' potranno usufruire delle agevolazioni provenienti da fonti di energia rinnovabile e alternativa.
   "Il bando e' una occasione immediata", spiega il consigliere regionale, "attraverso cui si potra' consentire agli imprenditori ogliastrini e alle aziende del nostro territorio di ottenere la fornitura di energia elettrica ad un prezzo nettamente inferiore".(AGI) Red-Rob/Cog

LETTERA APERTA ALLL'ARCHEOLOGO PROF. STIGLITZ


Caro Professore, 
abbiamo saputo che sabato 17 marzo lei interverrà a Cagliari al seminario che LEGAMBIENTE SARDEGNA ha dedicato al Prof. Giovanni Lilliu.
Tale associazione si dichiara "onorata per oltre vent’anni del dialogo, dell’insegnamento e dell’incoraggiamento di questo insigne studioso che sapeva impegnarsi con intelligenza e integrità nella divulgazione e nella tutela della cultura, dei monumenti e del paesaggio sardo".
Noi, nel sottolineare l’impegno del Professor Lilliu nella tutela della cultura, ci chiediamo se il fatto di sostenere un progetto come il GALSI, come fa apertamente LEGAMBIENTE SARDEGNA, renda effettivamente merito a cotanto onore ed alla figura di un uomo come Giovanni Lilliu, che alla valorizzazione della cultura sarda dedicò gran parte della propria vita.
La preghiamo di riflettere, eventualmente anche documentandosi sul nostro Blog, circa la reale e devastante portata di quel progetto, anche e soprattutto per il nostro immenso patrimonio archeologico.
Sabato verremo anche noi ad ascoltarla. Per noi, e per tutti i sardi e le sarde impegnate per contrastare quell’opera, sarebbe estremamente gradito un suo cenno al riguardo.
Cordiali saluti
Il Comitato ProSardegnaNoGasdotto

Documento del capogruppo dell'IDV sulla posizione tenuta dal Partito nel Consiglio Comunale di Sassari

Il sottoscritto Isidoro Aiello, capo gruppo dell’IDV di Sassari, rispetto alla risoluzione sul metanodotto GALSI assunta all'unanimità dal Consiglio Comunale del 08.03.2012, svoltasi in assenza del sottoscritto per motivi concernenti la sua attività politica, comunica che non si riconosce nel documento e nella risoluzione approvata, che risulta essere la sintesi di 2 ordini del giorno analoghi presentati l'uno dal PDL, l'altro da Sinistra Unita, per i seguenti motivi:

  • pur essendo l'IDV regionale assolutamente favorevole ad una metanizzazione rapida e diffusa della Sardegna, ritiene che il progetto GALSI, oltre a comportare un grave e probabilmente irreparabile danno ambientale in aree di grande pregio e per questo sottoposte a rigida tutela ambientale, non fornisca sufficienti garanzie sui tempi dell'esecuzione e soprattutto sulle reali ricadute positive, sull'abbattimento dei costi energetici per i sardi e sul reale utilizzo del metano in sostituzione degli altri combustibili fossili utilizzati in Sardegna per produrre energia elettrica, la cui sovra produzione viene già attualmente esportata nel continente. Il documento approvato all'unanimità dal comune di Sassari ha il grande difetto di porre a GALSI ed alle altre autorità competenti domande non ultimative, senza pretendere prima di approvare politicamente il progetto, che vengano date garanzie scritte ed impegnative. 
  • Al contrario l'IDV nel documento approvato all’unanimità dal consiglio provinciale di Sassari, che mi risulta sia stato approvato anche a livello regionale, pone più o meno le stesse richieste, ma con l'obiettivo di condizionare l'esecuzione stessa dell'opera, qualora GALSI, le autorità regionali od le altre autorità coinvolte non sottoscrivano garanzie impegnative sui seguenti 5 punti: 
  1. con i 150 milioni recentemente stanziati dalla regione Sardegna come quota di partecipazione al progetto tramite SFIRS, iniziare la costruzione da parte di imprese sarde della rete di distribuzione del metano, che raggiunga tutto il territorio regionale; 
  2. conversione all'uso del metano, graduale ma in tempi certi, di tutte le centrali elettriche a combustione; 
  3. pretendere il pagamento di indennizzi alla Regione Sardegna per il diritto di passaggio del metanodotto in percentuale al suo fatturato, la cui entità deve essere concordata ai prezzi di mercato europeo nell'esclusivo vantaggio dei sardi,  tenendo conto dell’essenzialità del transito del gasdotto in Sardegna ( centrali di misurazione, rilancio e pressurizzazione) per la realizzazione dell’opera e del danno ambientale che questa produce; 
  4. spostare le due stazioni di pompaggio in entrata ed in uscita da aree di grande pregio ambientale come è previsto ora, ad aree industriali già degradate; 
  5. iniziare i lavori di scavo e posizionamento dei tubi del gasdotto, utilizzando possibilmente imprese sarde, solo quando si abbia la certezza che il metanodotto sottomarino dalla Algeria alla Sardegna sia in avanzato stato di realizzazione e vi sia la garanzia che il metano arrivi realmente in Sardegna. 
Una cosa è chiedere “con umile rispetto” alle autorità, mostrando un atteggiamento servile e poco dignitoso per un popolo, che ha subito la quasi totale cancellazione della propria sovranità sulla propria terra, ormai far west da conquistare per dilapidarne le grandi ricchezze ambientali pagando ai nativi sardi, come ai nativi americani un prezzo irrisorio, una bottiglia di Whisky che alla lunga uccide come l’inquinamento ambientale, un’altra cosa è porre condizioni ultimative e pretendere con atti formali, che vengano date tutte le garanzie per tutelare l’ambiente ed i diritti del popolo sardo. E’ necessario dare un segnale a tutti gli affaristi e speculatori che operano con la copertura dei nostri politici, che i tempi sono ambiati e che il popolo sardo ha riconquistato dignità ed autorevolezza e che pretende, e non chiede umilmente, che ogni intervento di politica economica venga fatto conoscere con onestà intellettuale alla popolazione, le cui scelte future non potranno che essere consapevoli e conseguenza di un processo decisionale democratico. La vecchia politica autoreferenziale, che si è arrogata negli ultimi 50 anni scelte che hanno lasciato in Sardegna una quantità di archeologia industriale, anche di pessima qualità, disoccupazione, enorme degrado del territorio, che risulta essere il più inquinato d’Italia per estensione e gravità, peggioramento delle condizioni di salute dei 900.000 sardi esposti all’inquinamento ambientale, che hanno ottenuto il triste primato di avere il più basso “tasso di Salute” in Italia, secondo un recente rapporto del CENSIS, deve finire immediatamente. Il nostro partito si deve fare promotore di questo radicale cambiamento senza ambiguità e tentennamenti, espressione di una cultura arcaica vetero-sindacal-operaista, dare espressione politica a questi sentimenti, sempre più presenti nella coscienza del popolo sardo, che vuole riconquistare dignità, autorevolezza e potere decisionale sulla propria terra.  Qualora non dovessi ottenere il sostegno dell’IDV su una posizione politica che ritengo irrinunciabile rispetto alla mia coscienza ed alla delega che ho ricevuto dai cittadini sassaresi per difendere senza compromessi stantii, tipici della vecchia politica partitocratica, che ha distrutto il tessuto di una nazione e della Sardegna, gli interessi della gente sarda mi riterrò svincolato da ogni obbligo assunto con il mio partito, perché mi riterrei tradito sui valori e sui principi che dovrebbero essere quelli fondanti ed unificanti dell’IDV.

Sassari 14.03.2012

Isidoro Aiello

GAS: L'ENI ABUSA DELLA SUA POSIZIONE DOMINANTE- L'ANTITRUST INDAGA


Ci sono personaggi come Mauro Pili,  Tore Cherchi e, ultimo arrivato nella passerella di ignoranti che trattano di GALSI, Ignazio Ganga della CISL,  che continuano imperterriti a raccontare in giro bugie sul GALSI e sul fatto che garantirebbe l'abbattimento dei costi energetici per le industrie energivore sarde. Senza soffermarci a chiedere: "quali industrie?", vorremo tanto capire da dove tirano fuori quei dati. Ebbene, questi signori trarrebbero grande beneficio dalla lettura di questo articolo! Anche alla nostra SFIRS non farebbe male una piccola riflessione al riguardo. Chiedere poi alla Regione altrettanto sarebbe pura fantascienza....

(ANSA) - ROMA, 8 MAR - L'Antitrust ha deciso di avviare un'istruttoria nei confronti dell'Eni per possibile abuso di posizione dominante. Lo annuncia la stessa Autorità. L'Antitrust intende verificare se Eni abbia abusato della posizione dominante detenuta nei mercati del trasporto internazionale di gas in Italia. La decisione, spiega la nota, è stata adottata alla luce di una segnalazione presentata da Gas Intensive, il consorzio costituito da 8 associazioni di categoria che rappresentano le imprese italiane grandi consumatrici di gas naturale. L'Antitrust verificherà se Eni, in violazione delle norme europee sulla concorrenza, abbia abusato della posizione dominante detenuta nei mercati del trasporto internazionale di gas in Italia (attraverso i gasdotti Tag e Transitgas, che consentono il trasporto del gas acquistato presso i mercati spot europei), con conseguenze principalmente sulla fornitura di gas ai clienti industriali. Gas Intensive, in qualità di centrale di acquisto, negozia l'acquisto di gas a condizioni più vantaggiose di quelle che le singole imprese socie sarebbero in grado di ottenere sul mercato, nonché gestisce direttamente le attività connesse al trasporto e allo stoccaggio di gas naturale. Secondo Gas Intensive, a partire da aprile 2011, Eni, per la prima volta dopo anni, non avrebbe più organizzato aste per la cessione della capacità di trasporto da essa detenuta ma della quale non pianificava di servirsi per le proprie importazioni sui gasdotti Tenp/Transitgas e Tag. In questo modo Eni, che detiene la quota prevalente dei diritti di capacità sui gasdotti Tag e Transitgas, ha limitato la disponibilità di capacità di trasporto per altri importatori (trasportatori e utilizzatori finali/clienti industriali che fanno ricorso all'autoapprovvigionamento), a fronte di un sostanziale sottoutilizzo dei gasdotti. Il comportamento si è realizzato in presenza di un differenziale positivo tra prezzi italiani e prezzi prevalenti sugli hub europei (intorno ai 5euro al MWh), superiore ai costi necessari a trasportare quel gas in Italia (circa 2 euro alMWh), nonché proprio in occasione della prima assegnazione agli utenti finali grandi consumatori di gas della nuova capacità di stoccaggio prevista ai sensi del d.lgs. 130/2010. Per Gas Intensive la mancata indizione delle aste per la capacità ha quindi impedito ai grandi consumatori industriali consorziati di rifornirsi di gas "estivo" sui mercati esteri a prezzi più convenienti e di sfruttare le nuove opportunità di stoccaggio offerte dal nuovo quadro normativo. Secondo l'Antitrust, la condotta di Eni, se volta ad ostacolare forme di approvvigionamento indipendente di gas tese a sfruttare le condizioni di favore dovute al differenziale tra i prezzi italiani ed i prezzi europei, appare idonea a peggiorare le condizioni concorrenziali sul mercato della fornitura di gas ai clienti industriali. L'istruttoria dovrà concludersi entro il 15 marzo 2013.(ANSA).

martedì 13 marzo 2012

Il vero PD? Eccolo!

Il nostro cervello è formato da due distinti emisferi, uno a destra e uno a sinistra. Ciascuno è adibito a differenti funzioni ma se a funzionare è solo uno abbiamo un serio problema! 
Il PD è come un cervello dove, sin dalla nascita, ha funzionato solo un emisfero: quello destro.  
Da qualche tempo, da noi come altrove, sembra che l'emisfero sinistro stia iniziando a dare segni di vita. Dopo le importanti dichiarazioni rese in Sardegna da Valentina Sanna che, in merito alla TAV di casa nostra - il GALSI - rilascia dichiarazioni con cui si contrappone prudentemente alle posizioni dei "leader" del PD Sardo, ecco l'opinione di Franco Borghi, tesserato PD, in merito alla TAV. 
Il vero PD? Eccolo:
Purtroppo anche PD e CGIL (ai quali io sono iscritto) subiscono condizionamenti pesanti . Dovremme tutti reagire. Io  dal mio piccolo cantuccio ho reagito scrivendo  a Bersani e alla Camusso le lettere che vi incollo qui sotto e che fanno riferimento ad un' altra mia al Prof. Monti  dello stesso tenore.
Cara Susanna,
come tesserato della CGIL-SPI seguo sempre  la sua  attività per la difesa dei diritti dei lavoratori e concordo con le sue posizioni.
Ma ieri  la sua dichiarazione in favore del TAV è stata per me come un pugno nello stomaco. Non mi sarei mai aspettato da lei una simile dichiarazione che sicuramente non  deriva dalla sua esperienza e formazione.  Anche lei è stata constretta ad adeguarsi alla linea Bersani.
Le invio quindi, qui sotto, la lettera che ho inviato a Bersani e che vale anche per lei.
La ragione che lei ha portato a suffragio della sua dichiarazione pro TAV non sta in piedi.  E' vero che il Progetto TAV darebbe lavoro a circa 6000 lavoratori ( così si dice, ma è da verificare la cifra). Ma  è ancora più vero che:
01 - con la stessa somma si potrebbero  attuare molti altri progetti di utilità nazionale  con l' impiego di altrettanti lavoratori e maestranze e forse ancora di più.  Basti pensare ai lavori necessari per sistemare montagne, fiumi, zone terremotate, scuole, ospedali, musei, ricerca scientifica, ecc. ecc La lista è lunga e lei la  conosce meglio di me.
02 - I lavoratori per il progetto TAV  percepirebbero sì uno stipendio, ma  contribuirebbero a realizzare un' opera negativa e dannosa per la comunità della Valle e anche per tutti i cittadini italiani, perchè ad essi vengono sottratti soldi che dovrebbero servire per risolvere i problemi sopra citati di grande utilità economica e sociale.
Allora come può lei auspicare la realizzazione di un' opera che danneggia tutta la nazione e rappresenta una rapina a danno degli italiani ? Non è questa una grossa e incomprensibile contraddizione rispetto a tutto quanto lei fa e dice e rispetto a tutta la storia di lotte della CGIL ?
Sono molto, ma molto amareggiato per il suo appoggio al TAV. Spero che lei si ravveda e si corregga.
Cordialmente, Franco Borghi
2) Egregio On. Bersani,
in qualità di tesserato PD del Circolo di Cento, desidero inviarle copia conoscenza della lettera che ho scritto al Prof. Monti. Quanto in essa contenuto vale anche per lei.
Io NON condivido la sua presa di posizione a favore del TAV che è un' opera sbagliata da un punto di vista tecnico e sociale.
Io ho l' impressione che lei non conosca a fondo il progetto del TAV altrimenti non direbbe menzogne e corbellerie in materia.
L' unica cosa che si può dire è che dietro il progetto TAV ci sono enormi interessi inconfessabili e lei probabilmente ne è al corrente fin da quando lanciò questo progetto 20 anni fa. Non lo penso solo io, ma tanti italiani, che non sono stupidi e capiscono le cose.
E' scandaloso che mentre il governo cerca soldi e li spreme dai lavoratori per far fronte ai problemi dell' Italia,  lo stesso governo ne vuole spendere ben di più per il TAV, e per gli F-35,  anche con il supporto del PD. E' uno scandalo che io  denuncio e che grido ai quattro venti.
Tutti gli studi fatti da eminenti studiosi italiani per lei non contano nulla ? Li conosce ? Non credo. Se vuole posso darle i link per ritrovare la documentazione che dimostra come il TAV sia un enorme errore  e un enorme spreco di denaro pubblico, quando si sa che esiste una linea ferroviara Torino-Lione, sottoutilizzata. Basterebbe ammodernarla.
C' è anche ipocrisia nei suoi discorsi nei quali auspica soluzioni migliori per la scuola, per la sanità, per i pensionati, ecc. ecc. mentre  approva un progetto che assorbe enormi fondi.
Che cosa va a raccontare agli operai che sono in cassa integrazione? E ai disoccupati ? E ai giovani in attesa di lavoro o precari ? Che tutto si risolverà con il TAV?
E' vero cche il TAV assorbirebbe della mano d' opera, ma la stessa  quantità di mano d' opera  e forse ancora di più, la si potrebbe utilizzare  con gli stessi fondi per altre opere necessarie e utili al Paese: messa in sicurezza delle montagne, dei fiumi, delle scuole, terminare gli ospedali interrotti a metà, lanciare un' edilizia popolare, migliorare i trasporti locali che servono ai pendolari, ecc. ecc.
Se lei insiste nell' approvare il TAV, vuol dire che lei ha interesse a farlo. Certamente non nell' interesse degli italiani.
Distinti saluti,
Franco BORGHI
Tessera PD- Cento

SEL ANCORA DIVISA SUL GALSI

Sassari - Il circolo SelZ di Sinistra Ecologia e Libertà esprime perplessità in merito al voto unanime sulle due mozioni unificate favorevoli al gasdotto Galsi, su cui si è espresso favorevolmente il Consiglio comunale giovedì scorso. Durante il dibattito solo il rappresentante di SelZ, Sergio Scavio, che fa parte del gruppo di Ora Sì – Ganau sindaco, sollevò alcune perplessità: «punti su cui riflettere suggeriti ai colleghi, tra cui, soprattutto, la necessità di un coinvolgimento delle popolazioni che vivono nei comuni nei cui territori passerà il gasdotto», rimarcò.
«Riteniamo – scrive il coordinatore del circolo SelZ di Sassari, Paolo Madeddu – che, per poter esprimere una efficace valutazione di costi e benefici del progetto, debbano essere presi in considerazione elementi e dati non ancora chiari – seppur oggetto di interrogazioni – o di cui non si trova traccia nei documenti ufficiali: costi a carico della Regione Sardegna, tracciato e relative valutazioni di impatto ambientale, tempi di realizzazione, quantità di gas spettante alla Sardegna, opere di connessione alle reti industriali e urbane e relative riconversioni delle stesse, costi del gas per i consumatori sardi, contropartita economica in termini di royalties. A questi si aggiunge la mancanza di un Piano energetico regionale che determini le reali esigenze dell'Isola e preveda come affiancare e gradualmente sostituire una fonte energetica, come il gas naturale proveniente dal nord Africa, che si esaurirà entro i prossimi 25 anni e che rimane, per quanto meno di carbone e petrolio, inquinante».
galsi
«Sorprende dunque che il Comune di Sassari, peraltro non interessato dal passaggio del tracciato, dichiari un sì convinto e solo blandamente condizionato al progetto Galsi. Riteniamo che tale voto, espresso senza alcuna voce dissonante, non rispecchi i dubbi sollevati dalla società sarda sul progetto del metanodotto che dall'Algeria, attraverso il Mar Mediterraneo e la Sardegna, dovrebbe portare migliaia di metri cubi di gas naturale sul continente europeo».
«Stupisce inoltre che non si sia voluta cogliere questa occasione per interpellare le popolazioni interessate non solo in relazione al progetto in sé ma anche e soprattutto all'idea di sviluppo che questo progetto sottintende. Constatiamo – conclude Madeddu – che ancora una volta le istituzioni si dimostrano lontane dai cittadini e assumono decisioni importanti senza mettere in atto processi di partecipazione dal basso che permettano alle popolazioni di esprimersi».

OZIERI: «Siamo contro il Galsi non contro il sindaco»

Da "La Nuova Sardegna"
«Non un attacco al sindaco Ladu ma una difesa dal Galsi». Con queste parole il portavoce cittadino dell'Irs cittadino Alessandro Dongu chiarisce la posizione del movimento sulla questione Galsi. Nei giorni scorsi, la presentazione del documentario «Ecran de fumée» era stata teatro di alcune polemiche contro l'amministrazione. «Non certo un attacco alla giunta in carica - spiega Dongu - ma al progetto in sé. La responsabilità dell'approvazione del passaggio del metanodotto nel territorio ozierese non è certo del solo sindaco, ma è trasversale: il progetto è stato votato da tutti senza essere conosciuto nella sostanza, come è successo nella maggior parte dei comuni sardi. Detto questo non si può parlare del Galsi come mezzo per la metanizzazione della Sardegna, poiché questa non è prevista nel progetto. Quindi non si può promettere agli ozieresi il metano, come è stato detto, poiché la rete gas comunale nulla ha a che fare con il metano». Sono questi, quindi, i termini della «contestazione», una critica che, ricorda Dongu, è stata fatta anche da autorevoli voci come quella della presidente dell'assemblea regionale del Pd Valentina Sanna. «Siamo convinti - conclude il portavoce Irs - che tutti i soggetti politici ozieresi vorranno adesso prendere maggiori informazioni sul progetto e sulla sua fattibilità. Il centro di attività Irs di Ozieri è disponibile al confronto pubblico ed è pronto a farsi carico di contattare gli esperti del fronte del No per un dibattito». (b.m.)