venerdì 6 luglio 2018

Ancora gasdotto. La Giunta non si arrende, il Deputato Vallascas (M5S) la affonda

 Una minaccia concreta

 "SOS- AIUTO: Scrivo da Villacidro. Venerdì in tarda mattinata un geologo si è palesato in azienda a dirmi che doveva misurare il livello dell'acqua nel pozzo. Siamo a Villacidro, periferia est del paese, la mia è un'azienda che ha investito sulla sostenibilità e le produzioni biologiche, con un frutteto e un mandorleto biodiversi e una zona coltivata a macchia mediterranea, con bellissime sughere che ho appena acquistato per...lasciarla intatta e farci un parco... Senza che io ne sappessi nulla e senza la mia autorizzazione uno sconosciuto si presenta nel mio terreno ed è da costui che scopro così che il metanodotto passerà nel mezzo della mia Terra e ci sarà una servitù di passaggio. Verranno le ruspe e sventraranno tutto. Scaveranno trincee e metteranno tubi sotto terra....Anni di investimenti, di cura e amore per la mia Terra verranno spazzati via per nulla. Non li farò entrare, non permetterò lo scempio. Aiutatemi...". 
Questa è una delle tante email che il notro Comitato riceve da cittadini e cittadine concretamente minacciate dall'ennesimo progetto che, ormai da oltre 20 anni, prevede la realizzazione di un gasdotto in Sardegna.

Opera Inutile, devastante e anacronistica

Andrea Vallascas, Capogruppo del M5S nella Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, ha presentato qualche giorno fa ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico un’interrogazione sul progetto di metanizzazione della Sardegna  «Un’opera inutile e anacronistica, destinata a compromettere il territorio e a negare ancora una volta all’Isola un percorso di sviluppo sostenibile». Secondo Vallascas si tratta di "Un’opera faraonica che prevede investimenti pari a 1,5 miliardi di euro per la realizzazione di dorsali, bacini rigassificatori e depositi costieri di stoccaggio del Gnl: interventi destinati ad avere un impatto devastante per il territorio e l’ambiente». « Un’opera inutile in un contesto in cui il fabbisogno energetico è crollato dopo la chiusura delle principali industrie energivore. Ed è anacronistica perché, nel catapultare l’isola indietro nel tempo, a modelli di sviluppo che hanno devastato e inquinato, rischia di vanificare gli sforzi fatti sino ad oggi per promuovere la diffusione delle energie rinnovabili assieme a uno sviluppo sostenibile e compatibile con le vocazioni naturali e tradizionali della regione». 

La "Grande Opera" che rende la Sardegna sempre più dipendente dagli altri

Nella sua nota Vallascas evidenzia che «La stessa consultazione pubblica, presentata ieri, sulla Strategia energetica nazionale ha fatto emergere, tra le osservazioni contrarie alla metanizzazione, la necessità di avviare un processo per realizzare progressivamente una Sardegna al 100% rinnovabile, investendo nelle tecnologie, nei sistemi di accumulo e nell’efficienza energetica. In questo modo si otterrebbero benefici energetici e ambientali e una riduzione della dipendenza dagli approvvigionamenti esteri: circostanza che, viceversa, si verificherebbe proprio con la realizzazione del gasdotto, visto  che in Sardegna non c’è il gas».
La nota del Deputato colpisce e affonda le ambizioni di questa Giunta regionale che, a nostro parere, sembra fermamente intenzionata a legare il proprio mandato, in ogni modo e costi quel che costi, alla Grande Opera, rivolta più che altro a fare ombra sugli scarsissimi risultati ottenuti: «La metanizzazione  è in controtendenza con i processi di elettrificazione dei consumi domestici e del riscaldamento, soluzione che viene auspicata anche nella Strategia energetica nazionale per l’innegabile efficacia che avrebbe nei processi di efficientamento energetico, di riduzione dei consumi e di abbattimento delle emissioni». Vallascas, infine, precisa che «Il gas naturale liquefatto possa trovare un’applicazione interessante come carburante per i mezzi di trasporto, per navi e treni. Ma, in questo caso, ci troviamo di fronte a un’opera che porterebbe ancora una volta a un uso sconsiderato del territorio sardo già fortemente provato da un’industrializzazione che, dopo aver strutturato e compromesso l’ambiente, ha lasciato inquinamento e disoccupazione».

Ma non si tratta solo di questo!

1 miliardo e 500 milioni di € per tranciare in due inutilmente la Sardegna, seminando miseria e distruzione ma......Da decenni in questo periodo iniziamo a vedere le immagini del bestiame arrostito e dei nostri boschi in fiamme, ed a leggere che "La Sardegna brucia". Leggeremo anche i soliti commenti sul fatto che mancano i soldi per gli elicotteri, il personale, i canadair, i sistemi di allerta, etc. etc.
Da decenni, sempre in questo periodo, leggiamo nei quotidiani locali che, nonostante le pioggie e le falde che dissetano il nostro sottosuolo,"La Siccità si abbatte sull'Isola", che la rete idrica è un colabrodo, che i bacini non sono collegati tra loro e che... mancano i soldi!".
Qualche giorno fa abbiamo visto le immagini e letto nei quotidiani locali degli effetti che le forti pioggie provocano, da decenni e regolarmente almeno una volta all'anno, in numerose località della Sardegna (a Pirri - Comune di Cagliari - la popolazione si è così abituata all'annuale innondazione che questa è ormai divenuta un fenomeno folcloristico). Il dissesto idrogeologico della nostra Isola è ormai endemico e, nostro malgrado, ci siamo abituati. Anche qui mancano i soldi.
Ci vogliono far credere che nel giro di tre anni "il gas arriverà nelle case e nelle aziende". Ma è da quando eravamo ragazzini-e che aspettiamo di percorrere la SS 131 in sicurezza, che tolgano i semafori dalla SS 554 o che, finalmente, in Sardegna sarà una cosa normale prendere un treno, così come nella gran parte dei Paesi civili......

Ci abitueremo anche a vedere la nostra Terra perennemente violentata da mezzi pesanti, gru, trincee e voragini dove, forse, un giorno poseranno dei tubi che non si sa bene cosa trasporteranno?

Nel frattempo, senza che ce ne accorgiamo, ci stanno rubando le fonti energetiche che la nostra Terra ci regala in abbondanza: il sole e il vento.

domenica 22 aprile 2018

Qualcosa si muove....Ecco due Sindache!!!




Due amministratrici coraggiose, sindache di due piccoli villaggi della Barbagia, nel centro dell'Isola di Sardegna: Olzai e Sarule. Territori non facili di un'Isola difficile. Zone di una bellezza sconvolgente, che il mondo ci invidia. Ricchissime di risorse ma maneggiate per decenni da una "classe politica" indegna. Mariangela Barca e Ester Satta reagiscono alle scelte energetiche dell'attuale giunta regionale, centrando in pieno il disegno che vi sta dietro: la dipendenza energetica della Sardegna. 

mercoledì 11 aprile 2018

COMUNICATO STAMPA


COMUNICATO STAMPA

Le recenti dichiarazioni riportate dalla stampa locale, ma anche il proliferare di eventi rivolti - più che ad informare la popolazione - a promuovere e sponsorizzare una visione, secondo noi, tanto errata quanto pericolosa sul futuro energetico della nostra Isola, ci conducono nuovamente a rimarcare la nostra posizione. Una severa battaglia durata oltre 5 anni ha visto il Comitato Pro SardegnaNoGasdotto - in prima linea e in totale solitudine - impegnato nel promuovere incontri su tutto il territorio per informare gli ignari cittadini Sardi su quanto minacciosamente incombesse sulla nostra Isola e cosa realmente costituisse il Progetto denominato GALSI.
Serietà, impegno e perseveranza ci hanno condotto fino a Bruxelles dove, dinanzi al Parlamento Europeo, abbiamo spiegato cosa in realtà rappresentasse quel Progetto. Ribattendo parola per parola le affermazioni dei membri della Commissione - intenzionata a cofinanziare l'opera con soldi nostri e dei cittadini europei - abbiamo illustrato le nostre ragioni dimostrando platealmente la sua inutilità e come invece si trattasse della solita speculazione perpetrata ai nostri danni. Tutto ciò in antitesi con le posizioni di gran parte della classe politica regionale che, senza conoscerlo, utilizzava il Progetto come slogan buono per tutte le stagioni: il gas come panacea per risolvere gli atavici mali dell'Isola.
Il tempo, l'impegno nostro e di pochi altri (uno fra tutti il compianto Vincenzo Migaleddu) ci hanno dato ragione.
Tuttavia, sventato il pericolo GALSI, ecco che il gas riappare in salsa differente, condita comunque con gli ingredienti di sempre: ignoranza, menzogna, falsità e arroganza.
Nella nostra Isola - ormai da decenni - quello del gas continua ad essere un pericoloso slogan capace purtroppo di bloccare qualunque seria e concreta politica o programmazione energetica, favorendo interessi che, oltre al guadagno personale, puntano ad un obiettivo fondamentale: LA DIPENDENZA ENERGETICA DELLA SARDEGNA.
Un'Isola che invece produce più energia di quanto ne consuma e che - se chi di dovere lo volesse -potrebbe tranquillamente affrancarsi da un sistema che le impedisce di usare a proprio esclusivo vantaggio le risorse di cui in abbondanza già dispone. 
A nulla valgono gli Accordi di Parigi sui cambiamenti climatici che, disponendo una "decarbonizzazione profonda del settore energetico", dicono basta all’estrazione e all'utilizzo anche del gas, lanciando un messaggio chiaro ed inequivocabile agli investitori ed alle pubbliche amministrazioni di tutto il mondo: "puntare sui combustibili fossili è denaro perso. Bisogna investire sulla tecnologia, l’unica che ci porterà al 100% di energie pulite".
E ciò senza entrare nel merito della spensierata sbadataggine della Giunta Regionale in merito alla  netta e chiara posizione ormai assunta dalla Commissione Europea che, prevedendo una futura, importante, riduzione del consumo di gas nell’Unione Europea, considera inutile investire in infrastrutture come i gasdotti.
Quindi, mentre il resto d'Europa si organizza e l'UE discute della transizione in materia energetica** - finanziando anche progetti di cooperazione tra regioni europee determinate ad investire nelle energie pulite - in Sardegna si vive ancora di promesse. Una di queste riguarda la realizzazione di una infrastruttura complessa come un gasdotto (con annessi depositi, ecc..), in tempi che solo persone sprovvedute o in malafede possono ritenere realistici, soprattutto in una realtà come la nostra dove gran parte della popolazione - oltre i 70 anni - aspetta che ancora vengano onorate le promesse fatte ormai da troppo tempo ai propri genitori: il completamento della SS 131; una rete idrica e ferroviaria degna di un Paese civile; un sistema di trasporti efficiente etc, etc....
Ma intanto si vaneggia della “SARDEGNA LEADER DEL GNL NEL MEDITERRANEO”, senza spiegare ai Sardi di chi, che o cosa la nostra povera Isola dovrebbe essere la LEADER, considerato che in tutto il Mare Nostrum quasi non esiste più un Paese, una Regione o un'impresa che intende investire sul gas (*), a parte l'Algeria che comunque - già dai tempi del GALSI - dichiarava apertamente di non essere intenzionata a venderci il suo gas visto che bastava a malapena per loro.
Quando si tratta di energia si mette in gioco il futuro nostro e dei nostri figli. Non dimentichiamolo mai e agiamo di conseguenza.
I Sardi e la Sardegna meritano rispetto ed energia pulita. Non abusi, disprezzo, devastazione ed energia inquinante.

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lunedì 9 aprile 2018

ENERGIE RINNOVABILI: L'EUROPA SI ORGANIZZA E IN SARDEGNA PROSEGUE LA FARSA DEL GAS

Ormai ci siamo abituati. Quando si avvicinano le elezioni, più una giunta regionale è a corto di idee e di cervelli e più ricorre alle solite cantilene tritte e ritritte che fanno sempre colpo, soprattutto su taluni "amministratori" e su vari soggetti, anch'essi a corto di idee e di cervelli, impegnati nello "sviluppo" non si sa bene di cosa ne di di chi. Una di queste cantilene è la gasificazione del territorio e dei suoi abitanti.  
Quello del gas è infatti un pericoloso slogan che da decenni blocca qualunque seria e concreta politica o programmazione energetica in Sardegna, favorendo interessi che, oltre al guadagno personale, puntano ad un'obiettivo fodamentale: LA DIPENDENZA ENERGETICA della Sardegna. Un'Isola che produce più energia di quanto ne consuma e che, se lo volesse, potrebbe affrancarsi tranquillamente da un sistema corrotto che le impedisce di usare a proprio esclusivo vantaggio le risorse di cui dispone in abbondanza
A nulla valgono gli Accordi di Parigi sui cambiamenti climatici che, disponendo una "decarbonizzazione profonda del settore energetico", dicono basta all’estrazione e all'utilizzo anche del gas e lanciano un messaggio chiaro ed inequivocabile agli investitori ed alle pubbliche amministrazioni di tutto il mondo: "puntare sui combustibili fossili è denaro perso. È la tecnologia che ci porterà al 100% di energie pulite quella su cui devono investire".
Facili prede di lobby senza scrupoli, in Sardegna fanno finta di non conoscere la  posizione ormai assunta dalla Commissione Europea che, prevedendo una futura, importante, riduzione del consumo di gas nell’Unione Europea, considera inutile investire in infrastrutture come i gasdotti.
Mentre il resto d'Europa si organizza e l'UE discute della transizione in materia energetica**, finanziando anche progetti di cooperazione tra regioni europee determinate ad investire nelle energie pulite, a Cagliari si tiene l'ennesimo convegnetto pro-gas dal titolo; L'ISOLA DELL’ENERGIA, LA SARDEGNA LEADER DEL GNL NEL MEDITERRANEO, dove non si comprende bene di chi la nostra povera Isola dovrebbe essere leader, considerato che in tutto il Mare Nostrum quasi non esiste più un Paese, una Regione o un'impresa che intende investire sul gas (*), a parte l'Algeria che, già dai tempi del GALSI, dichiara chiaramente di non avere nessuna intenzione di venderci il suo gas considerato che basta a mala pena per loro. Vi invitiamo a procurarvi e, se ce la fate, a leggere sino in fondo il programma del convegnetto e le deliranti (come definirle altrimenti?) considerazioni introduttive. Stendiamo inoltre un velo "peloso" sulla qualità dei relatori, in gran parte rappresentanti di lobby o lobbytomizzati, e sulla complicità dei ben noti rappresentanti della giunta regionale, fortunatamente giunta pressochè al termine del suo mandato ma comunque ancora in tempo a compiere danni irreparabili. Ovviamente: rigorosamente assente la Società Civile che, se vuole, può partecipare ricorrendo ai partiti invitati alla “tavola rotonda”.



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(**)Vai al Convegno di Firenze sulla Transizione Energetica


martedì 28 novembre 2017

GOOD JOB, COMITATO ProSardegnaNoGasdotto!!!

 
Come mestamente riportato qualche giorno fa da alcuni giornaletti locali, il progetto GALSI (peraltro ormai morto e sepolto da tempo) è stato (giustamente) eliminato dall'elenco dei progetti energetici considerati strategici dall'UE. Ovviamente, i medesimi giornaletti, si sono guardati bene dal diffondere una notizia ben piú importante, annunciata anche da noi in vari post e in un comunicato stampa: la Commissione UE, prevedendo una futura, importante, riduzione del consumo di gas nell’Unione Europea, considera ormai inutile investire sui gasdotti. Ció vale anche per l'ennesimo "pacco" energetico che le lobby del gas avevano ormai affibiato all'attuale "amministrazione" regionale:  la cosidetta "dorsale", con annessi depositi, rigasificatori e quant'altro utile a sventrare, sporcare e umiliare la nostra Isola, rendendola definitivamente dipendente da altri anche dal punto di vista energetico. 

Rischio sempre attuale e tristemente presente nei piani delle lobby energetiche (e non solo) e di coloro che, ci auguriamo di cuore per il bene di tutti/e, dal 2019 in poi faranno tutt'altro tranne che amministrare, in un raggio d'azione che va dalla busta dell'immondezza alla Regione.

Tale notizia, insieme a quella giá da tempo nota circa la "morte" del GALSI, ha dato al nostro Comitato un buon motivo per esultare e dichiarare concluso il nostro lavoro durato diversi anni.

Un lavoro onorevole, lodevole ma, tutto sommato, sporco. Considerato che si è trattato di impegnarsi per difendere la Sardegna dai suoi stessi abitanti! 

Ma, purtroppo, qualcuno quel lavoro sporco lo deve pur fare.

Consideriamo dunque concluso il nostro lavoro. 

Altri sardi/e verranno a proseguire l'opera di difesa della nostra povera Isola dai propri conterranei.

In bocca al lupo.

domenica 19 novembre 2017

L'ENNESIMO COMUNICATO STAMPA CHE NESSUNO SI FILA

 

Riproponiamo un nostro Comunicato che, per dovere di informazione, abbiamo diffuso qualche giorno fa ai giornaletti locali e a qualche giornalino sul web. L'abbiamo sempre fatto. E da sempre nessuno ce ne ha mai pubblicato uno. 

E' normale. Assolutamente normale. 

I Comitati, quelli veri, quelli organizzati e gestiti da semplici cittadini e cittadine senza ambizioni politiche, senza sponsor o che nessun politicante di turno cavalca, NON devono avere nessuno spazio sulla stampa e NON devono essere in alcun modo legittimati, anzi...  

Resta comunque il fatto che, come per il GALSI, anche questa volta abbiamo dato il nostro umile contributo per evitare alla nostra Isola maltrattata l'ennesimo scempio. 

E, che vi piaccia o no, quel gasdotto non si fará. 

Ora, andate a cercarvene un'altra di "occasione di sviluppo" farlocca o - perchè no? - concentratevi sulle impressionanti "opportunità" che ben conoscete e che continuate a fomentare. Purtroppo non c´è che l'imbarazzo della scelta.

Si ringrazia sentitamente per la pubblicazione! 😂😂


 TEMPI DURI PER I GASDOTTI: LA COMMISSIONE EUROPEA RIVEDE LE REGOLE


La Commissione Europea non ritiene più necessaria la costruzione del gasdotto Nord Stream-2, il gasdotto che, attraverso il Mar Baltico, trasporta in Europa il gas proveniente dalla Russia. Ciò in quanto l'Esecutivo di Bruxelles - prevedendo una futura, importante, riduzione del consumo di gas nell’Unione Europea – considera ormai inutile investire in questo tipo di infrastrutture. 
Dall'analisi delle fonti a nostra disposizione sembra inoltre che a tale aspetto - già ben noto e riconfermato dalla stessa Commissione UE - se ne aggiunga un altro ben più "incisivo" sui reali  interessi in gioco nella realizzazione di simili installazioni. 
Si tratta della riforma decisa dalla Commissione UE in merito all'attuale "Direttiva Gas", con l'obiettivo di applicare a tutti i gasdotti che operano nel territorio dell'UE gli stessi princípi che ispirano la legislazione europea in materia energetica, in particolare per quanto concerne: l'accesso al mercato, la regolamentazione tariffaria, la separazione della proprietà e la trasparenza dei gasdotti provenienti da Paesi terzi che entrano nel mercato interno europeo del gas.
Auspichiamo che l'intervento di Bruxelles possa scoraggiare il sempre attuale assedio sulla Sardegna - favorito dall'attuale amministrazione regionale – considerata non solo la conclamata inutilità strategica di tali infrastrutture, ma anche il fatto che tutti i futuri gasdotti operanti nel territorio dell'UE dovranno conformarsi alla normativa europea, ossia: agire con lo stesso grado di trasparenza, garantire l’accessibilità ad altri operatori e, in ultimo, essere gestiti in modo efficiente e a tariffe regolamentate.
L'assedio delle lobby deve finire una volta per tutte. A tal proposito, il quotidiano inglese The Indipendent  ha recentemente svelato che i due Commissari europei su clima ed energia lo scorso anno si sono ufficialmente incontrati coi lobbysti del gas ben 460 volte, raggiungendo un tetto di spesa di circa 104 milioni di euro nel solo 2016 per le loro a questo punto assai discutibili attività (dato peraltro mai smentito!). La sintesi qual è? Che il gas viene da loro accreditato come fonte energetica pulita e come "soluzione ponte" verso le rinnovabili. Aspetti ormai ampiamente smentiti non solo scientificamente ma, soprattutto, sulla base delle scelte energetiche effettuate dai paesi più civili e avanzati.
La Proposta di modifica alla normativa europea nel settore del gas seguirà l’iter legislativo previsto.
Il Comitato ProSardegnaNoGasdotto - da sempre in prima linea in questa estenuante e faticosa battaglia, unitamente alle altre organizzazioni europee impegnate nella difesa della salute e dei territori - vigilerà affinché vengano tenuti in debito conto e quindi salvaguardati gli interessi dei cittadini europei e dei territori.

Per saperne di più:

Predatori di nobili cause

Non è bello quando vi accorgete che le informazioni che pubblicate, una volta selezionate con impegno, elaborate, semplificate e, spesso, tradotte da voi da altre lingue, vengono utilizzate da altri, senza ovviamente citare la fonte, per scopi puramente personali e con l'unico fine di uscire sui giornaletti locali o far circolare il proprio nome in determinati ambientini di "impegno politico/sociale", dove lo scopo non è quello di contribuire a risolvere concretamente dei problemi, combattere un'ingiustizia o difendere un Diritto, bensí quello di cavalcare una causa, qualunque essa sia, pur di farsi notare e, al momento giusto, farsi eleggere. 

Ecco il perchè di tanti movimenti, partiti, comitati, etc... che fanno tutti la stessa cosa. Inutili duplicati o squallide scopiazzature di qualcosa che, in origine, era un'idea nobile, buona e giusta.

“Smettila di abusare dei miei versi, o pubblicane alcuni dei tuoi.

 Marco Valerio Marziale

 

lunedì 13 novembre 2017

COMUNICATO STAMPA

TEMPI DURI PER I GASDOTTI: LA COMMISSIONE EUROPEA RIVEDE LE REGOLE


La Commissione Europea non ritiene più necessaria la costruzione del gasdotto Nord Stream-2, il gasdotto che, attraverso il Mar Baltico, trasporta in Europa il gas proveniente dalla Russia. Ciò in quanto l'Esecutivo di Bruxelles - prevedendo una futura, importante, riduzione del consumo di gas nell’Unione Europea – considera ormai inutile investire in questo tipo di infrastrutture. 
Dall'analisi delle fonti a nostra disposizione sembra inoltre che a tale aspetto - già ben noto e riconfermato dalla stessa Commissione UE - se ne aggiunga un altro ben più "incisivo" sui reali  interessi in gioco nella realizzazione di simili installazioni. 
Si tratta della riforma decisa dalla Commissione UE in merito all'attuale "Direttiva Gas", con l'obiettivo di applicare a tutti i gasdotti che operano nel territorio dell'UE gli stessi princípi che ispirano la legislazione europea in materia energetica, in particolare per quanto concerne: l'accesso al mercato, la regolamentazione tariffaria, la separazione della proprietà e la trasparenza dei gasdotti provenienti da Paesi terzi che entrano nel mercato interno europeo del gas.
Auspichiamo che l'intervento di Bruxelles possa scoraggiare il sempre attuale assedio sulla Sardegna - favorito dall'attuale amministrazione regionale – considerata non solo la conclamata inutilità strategica di tali infrastrutture, ma anche il fatto che tutti i futuri gasdotti operanti nel territorio dell'UE dovranno conformarsi alla normativa europea, ossia: agire con lo stesso grado di trasparenza, garantire l’accessibilità ad altri operatori e, in ultimo, essere gestiti in modo efficiente e a tariffe regolamentate.
L'assedio delle lobby deve finire una volta per tutte. A tal proposito, il quotidiano inglese The Indipendent  ha recentemente svelato che i due Commissari europei su clima ed energia lo scorso anno si sono ufficialmente incontrati coi lobbysti del gas ben 460 volte, raggiungendo un tetto di spesa di circa 104 milioni di euro nel solo 2016 per le loro a questo punto assai discutibili attività (dato peraltro mai smentito!). La sintesi qual è? Che il gas viene da loro accreditato come fonte energetica pulita e come "soluzione ponte" verso le rinnovabili. Aspetti ormai ampiamente smentiti non solo scientificamente ma, soprattutto, sulla base delle scelte energetiche effettuate dai paesi più civili e avanzati.
La Proposta di modifica alla normativa europea nel settore del gas seguirà l’iter legislativo previsto.
Il Comitato ProSardegnaNoGasdotto - da sempre in prima linea in questa estenuante e faticosa battaglia, unitamente alle altre organizzazioni europee impegnate nella difesa della salute e dei territori - vigilerà affinché vengano tenuti in debito conto e quindi salvaguardati gli interessi dei cittadini europei e dei territori.

Per saperne di più:

giovedì 9 novembre 2017

Chi lo va a dire alla Regione Sardegna?

La Commissione Europea non ritiene più necessaria la costruzione del gasdotto Nord Stream-2
, il gasdotto che, attraverso il Mar Baltico, trasporta in Europa il gas proveniente dalla Russia. Ciò in quanto l'esecutivo di Bruxelles, prevedendo una futura, importante, riduzione del consumo di gas nell’Unione Europea, considera inutile investire in questo tipo di infrastrutture. 

mercoledì 8 novembre 2017

Tempi duri per i gasdotti: la Commissione europea rivede le regole


Anche a seguito dei dati sconcertanti apparsi recentemente sulla stampa europea in merito al pesante intervento delle lobby del gas su Bruxelles, la Commissione Europea ha deciso una incisiva revisione dell'attuale "Direttiva Gas" con l'obiettivo di applicare al settore gli stessi principi che ispirano la legislazione europea in materia energetica, in particolare per quanto concerne: l'accesso al mercato, la regolamentazione tariffaria, la separazione della proprietà e la trasparenza dei gasdotti provenienti da paesi terzi che entrano nel mercato interno europeo del gas. Probabilmente, l'intervento normativo di Bruxelles scoraggerà l'attuale assedio sulla Sardegna favorito dall'attuale amministrazione regionale, considerato che tutti i gasdotti che operano nel territorio dell'UE dovranno conformarsi alla normativa europea, dovranno agire con  lo stesso grado di trasparenza, saranno accessibili ad altri operatori e dovranno essere gestiti in modo efficiente ed a tariffe regolamentate. La Proposta di modifica alla normativa europea nel settore del gas seguirà l'iter legislativo previsto. Il nostro Comitato, unitamente alle altre organizzazioni europee impegnate nella difesa della salute e dei territori, vigilerà affinchè vengano tenuti in debito conto gli interessi dei cittadini europei e dei territori.
L'assedio delle lobby deve finire una volta per tutte. E non solo a Bruxelles.

martedì 25 luglio 2017

La Sardegna brucia, è la storia di sempre. E col gasdotto come si fa?



Ancora incendi in Sardegna, fiamme a Bosa, Torpè, Porto Pozzo, decine di sfollati... Nei giorni scorsi a Sarroch, Quartu, Orgosolo, Ottana, Santa Teresa di Gallura, Budoni, San Teodoro,  Alghero, Oristano, Olbia, Arzachena, Guspini, Gonnosfanadiga, Villamassargia, Arzana, Golfo Aranci, Riola Sardo, Thiesi, Iglesias e, la lista non finisce più...  Ogni anno è la stessa storia!
Estate in Sardegna:  tanto sole, tanto caldo, tanto vento, tanto fuoco! 
La protezione civile dirama bollettini di allerta a causa delle alte temperature e del vento. 
E purtroppo capita che qualcuno perde la vita. 
Ogni anno migliaia di ettari di foreste vanno in fiamme, vengono evacuati centri abitati, cittadini e turisti. Greggi e animali che non riescono a mettersi in salvo restano intrappolati tra le fiamme.
Centinaia di uomini con mezzi a terra e aerei, fanno sforzi incredibili sull'intero territorio per combattere il fuoco. Ma tutto ciò non basta!
Non riusciamo a fare la necessaria prevenzione nonostante le tecnologie di analisi e monitoraggio del territorio attualmente disponibili.  E ci troviamo sempre a fare i conti con questo elemento imprevedibile, o per cause naturali o più spesso per dolo, senza riuscire a controllarlo e/o limitarne i danni.
E quindi in una situazione così drammatica, noi domandiamo ai nostri governanti, ma col gasdotto come si fa?
Chiediamo ai politici che hanno deciso di  costruire il gasdotto in Sardegna se hanno preso in considerazione i rischi ai quali saranno esposte le popolazioni e la Sardegna durante la stagione estiva, in una terra come la nostra dove le criticità sono molto alte?
Al di là delle perdite fisiologiche di ogni conduttura che trasporta il gas, non tutte le parti del gasdotto sono interrate. Lungo tutto il percorso, da sud a nord dell'isola, sono previsti numerosi Punti di intercettazione e Stazioni di controllo, dove parti della condotta principale e delle sue pertinenze saranno a cielo aperto, e perciò maggiormente esposte a potenzali rischi. Tra i quali sono ipotizzabili anche eventuali esplosioni in caso di incendi.
Il gasdotto è pericoloso per il territorio e per i suoi cittadini e noi siamo molto preoccupati per questo, e condividiamo le paure dei cittadini per la costruzione del TAP: 
Chiediamo al governo regionale se la nostra Regione si sia dotata di un protocollo di prevenzione sul rischio di esplosione gasdotti a causa di incendi, e sia in grado di mettere in campo una organizzazione di mezzi sufficienti a garantire il controllo del territorio per la sicurezza delle popolazioni locali?

venerdì 7 luglio 2017

PIGLIARU COME TRUMP

Il G20 che si tiene in questi giorni ad Amburgo rilancia l'importanza degli accordi conclusi durante la conferenza di Parigi sul clima (COP21) nel dicembre del 2015. Mentre la follia di Trump imperversa, tranquillizzano le dichiarazioni di Putin che si impegna  al rispetto degli accordi. 
Ecco un piccolo promemoria sul contenuto del primo accordo sul clima, universale e giuridicamente vincolante, raggiunto da 195 paesi del Mondo. In sintesi, si definisce  un piano d’azione globale, rivolto a tracciare un cammino percorribile da tutti i paesi nella lotta contro i cambiamenti climatici.
Per noi, impegnati qui in Sardegna per scongiurare l'ennesima tragedia - questa volta energetica - che sta per abbattersi sulla nostra Isola, è importante sottolineare due aspetti:
  • Dagli accordi di Parigi arriva un messaggio chiaro ed inequivocabile agli investitori ed alle pubbliche amministrazioni di tutto il mondo: puntare sui combustibili fossili è denaro perso. È la tecnologia che ci porterà al 100% di energie pulite quella su cui devono investire. 
  •  Gli accordi assegnano un ruolo importante alle regioni, alle città e agli enti locali, nell'affrontare i cambiamenti climatici. Tali soggetti sono invitati soprattutto ad intensificare i loro sforzi per ridurre le emissioni, costruire resilienza e limitare la vulnerabilità agli effetti negativi dei cambiamenti climatici.
La Regione Sardegna, decidendo di investire testardamente su un gasdotto e, quindi, su una fonte di energia fossile, non solo perde il nostro denaro ma viene meno al dovere di fare la propria parte nell'impegno mondiale contro i cambiamenti climitici.

mercoledì 14 giugno 2017

Gas, la Sardegna fa gola anche ad altri..

"Piatto ricco mi ci ficco..." diceva un caro amico durante le nostre partitine domenicali a poker. Considerato che la nostra Isola ormai è diventata, sotto vari fronti, un tavolo dove si gioca d'azzardo e si bleffa, ecco l'arrivo di un importante rilancio da parte di uno dei giocatori. La posta è alta. Il gioco si fa duro. I duri iniziano a giocare. 
Ovviamente, l'unico elemento sardo in gioco è il tavolo! 
Ed è così che nella casella postale dell'assessora agli industriali Piras è giunto un secondo progetto per realizzare la mitica "dorsale" del gas in Sardegna.
E proprio nel momento in cui (anche questa notizia fresca fresca) pare sia stato dato il via alla realizzazione della seconda parte della rete. Un'altra botta da 280 km di distruzione da realizzare, udite udite, in soli 3 anni!!
Ora comunque sono in due a contendersi la grassa torta: SNAM e GASDOTTI ITALIA.
Tranquilli, alla fine si metteranno d'accordo, spartendosi, comme d'habitude, la nostra Isola. 
 

lunedì 5 giugno 2017

PERCHE' NOI DICIAMO NO AL GASDOTTO!



Sarebbe troppo facile liquidare  il nostro NO al gasdotto con un "è che noi vogliamo dire NO a tutto", quasi fosse una questione di sentimentalismi umorali.
Le motivazioni del No sono talmente tante e circostanziate che non penso abbia più neppure un senso raccontarle. Sono anni ormai che ne parliamo, con i cittadini in giro per i Comuni della Sardegna, con i politici e le istituzioni, e  le pubblichiamo costantemente sul nostro blog. 
Per noi la risposta è veramente molto semplice: per capire il NO basta viaggiare informati!
Iniziando con due passaggi fondamentali. Il primo, abbastanza veloce  per farsi un'idea generale è vedere come si costruisce un gasdotto http://prosardegnanogasdotto.blogspot.it/2017/06/ecco-come-si-realizza-un-gasdotto.html 
Il secondo passaggio che richiede più tempo ed un minimo di concentrazione è iniziare a leggere pochi stralci del progetto e delle sue implicazioni sul territorio della Sardegna. Esiste ormai la  nuova versione fashion "turbotrenchless 600Km" - rispetto a quella del GALSI-, aggiornata e maggiormente rassicurante, rinominata "Sistema Trasporto Gas Naturale Sardegna". 
Ciò sarebbe già sufficiente per renderci conto che i danni incommensurabili che questa struttura così impattante farebbe alla nostra amata terra sarebbero talmente tanti, che non sono, non possono e non potranno, in alcun modo essere quantificati, da un punto di vista monetario o di compensazioni territoriali, né oggi né  mai.  Che benefici non ce ne sono e tantomeno ne avremo, di nessun tipo, né oggi né mai! E che noi non possiamo permetterlo! 
Quindi non prendiamoci in giro e smettiamo di parlare di fabbisogno di metano della Sardegna, di riduzione di costi dell'energia, d'impulso all'economia locale, di priorità per il territorio, e di strategia energetica temporanea di transizione. Il gasdotto a noi  Sardi non serve!
A questo punto però mi piacerebbe sapere invece perché SI? 
Vorrei lanciare una provocazione nel tentativo di comprendere quali siano le reali motivazioni dei "SI al gasdotto" che a noi tuttora sfuggono. A parte coloro che hanno un interesse diretto privato nella costruzione dello stesso, parrebbe infatti, -le notizie corrono-, che il gasdotto sia richiesto a gran voce dai cittadini e dalle piccole aziende locali tanto da diventare assolutamente prioritario per la Giunta regionale. Mi piacerebbe sapere per chi?
Almeno per curiosità, c'è qualcuno dei cittadini che si dicono favorevoli al gasdotto che conosce veramente il progetto, e/o  che ha letto, non dico tutto, ma almeno in parte gli elaborati progettuali? 
E cosa in particolare
Fateci sapere, così anche noi saremo più informati, grazie!