Era già il terzo incontro a cui partecipo al fine di sensibilizzare la gente sul GALSI. Noi del Comitato non veniamo mai invitati e, quindi, siamo costretti ad intrufolarci nelle iniziative, chiedendo di essere inseriti nella lista per il dibattito, oppure alzando la manina e facendo la solita domandina: "avete mai sentito parlare del GALSI?".
Tutti gli interventi, dico tutti, erano favorevoli alla diffusione delle energie rinnovabili ed ad indirizzare gli investimenti in quel settore. E' stata anche evidenziata (Chicco Porcu - PD) la necessità di riprendere in mano il vecchio fantasma del PEARS, il piano energetico regionale, anche se poi, mi sembra, lo stesso PD ha già le idee ben chiare in materia. L'unica ad aver parlato del GALSI, dichiarandosi apertamente contraria, è stata Claudia Zuncheddu, consigliera regionale e candidata sindaca di Cagliari sostenuta da una coalizione indipendentista.
Legambiente, invece, ha ammesso di essere favorevole al GALSI, avendo anche costituito un gruppo di studio sull'argomento e avendo partecipato attivamente alla campagna di disinformazione, diciamo noi, da tempo avviata da GALSI in Sardegna . Tiana ha comunque manifestato la sua disponibilità a rivedere il progetto. Anche noi del Comitato manifestiamo la nostra disponibilità a collaborare con loro se decidessero, come auspichiamo, di ripensarci.
- Si conferma che la Sardegna produce oggi molta più energia di quella di cui ha bisogno, salvo poi considerare che il GALSI è importante perchè assicura energia "pulita" nel periodo di transizione verso la diffusione nell'Isola delle energie rinnovabili!
- Tutti sono d'accordo per la diffusione delle energie rinnovabili ma poi tollerano l'impiego di danaro pubblico per costruirne una NON rinnovabile che, peraltro, non lascia gas qui da noi ma ci attraversa soltanto.
- Tutti convengono sui danni enormi che potrebbe generare il nucleare qui da noi, salvo poi disinteressarsi allegramente dello sfacelo che produrrà il GALSI nella nostra Terra.
- Capellacci firma a Bruxelles il Patto delle Isole per le Energie Rinnovabili e la nostra finanziaria regionale, la SFIRS, fa affari nel GALSI con ENI e Sonatrach, su cui indaga la Procura di Milano per corruzione internazionale in affari di gas algerino!
La confusione regna sovrana. E nella confusione c'è chi, come sempre, fa affari d'oro.
Durante il mio intervento sono stato interrotto, peraltro in modo poco educato, da qualcuno di cui non ricordo il nome ma che credo lavori o abbia lavorato per l'Università di Cagliari, ingegneria del territorio, credo. Mi ha interroto in relazione alla mia affermazione secondo cui il gasdotto, nell'atterraggio a S.Antioco passerebbe accanto al vulcano Quirino, responsabile diverso tempo fa del leggero terremoto che sentimmo anche a Cagliari. Secondo quel Signore, Quirino sarebbe spento da tempo. A noi non risulta ma, comunque, abbiamo chiesto il parere dell'INGV. Ho comunque colto l'occasione per ricordare a tutti che il GALSI arriverà in una zona dove si tengono imponenti esercitazioni militari e dove qualcuno intende piazzare un radar potentissimo, in grado di interferire pericolosamente sul gasdotto.
Ho concluso l'intervento parlando di Chiara Vigo. L'arrivo di quel tubo spazzerebbe via per sempre la più alta concentrazione di Pinna Nobilis del Mediterraneo. Chiara trae da essa la seta del mare, con cui tesse il tessuto degli dei.
RISPARMIO, EFFICIENZA E FONTI RINNOVABILI: PER UN PIANO ENERGETICO NAZIONALE SENZA NUCLEARE
Giovedì 28 aprile 2011 - ore 16.00




Cerebrolesi e persone senza scrupoli autorizzano allegramente lo scempio ai danni di una intera Regione!!! La follia non ha piu' limiti ormai.Uno crede che, con tutto cio' che sta succedendo in Sardegna, certe cose i sardi e le sarde le abbiano comprese e, una volta toccato il fondo, si risalga a galla..Ebbene: noooooo, stiamo scavando!!

Nel giugno scorso Fadda (PD) ed un manipolo di allarmati parlamentari, piddiessini e sardi, hanno presentato un'interrogazione in cui si chiedeva al Governo di chiarire la situazione relativa al fatto che il gasdotto GALSI non compariva più tra le priorità energetiche dell'UE e, apriti cielo, la stessa EDISON, partner del progetto, 








