martedì 8 novembre 2011

DISCUSSIONE CON IL COMUNE DI PAULILATINO


Paulilatino: ingresso della centrale di rilancio del GALSI
Giampiero Cossu - Assessore presso il Comune di Paulilatino, ha lasciato un suo commento ad una nostra recente nota. La ripubblichiamo con la nostra risposta:"Ha ragione Carmen a dire che i commenti dovrebbero essere firmati, bisogna assumersi la responsabilità di quel che si dice e accettare anche le smentite, doverose in questo caso, di solito si parla avendo piena conoscenza del tema e non per partito preso o solo per fare l'anti a prescindere.
1 puntualizzazione: l'amministrazione di paulilatino ha chiesto lo spostamento di circa 300 metri per evitare alla condotta di fare un salto fuori terra e prendere il territorio paulese in un punto più idoneo. Non si chiede di spostarlo in altri territori, essendo il percorso sempre dentro i 103kmq del territorio paulese e non è stato perciò chiesto che passasse "oltre confine".
2 puntualizzazione: i proprietari dei fondi sono perfettamente a conoscenza del fatto che la condotta passerà sul fondo...essendo poi un progetto di rilevanza strategica disposto da governo o comunque da enti superiori nessuno potrebbe opporsi al transito della condotta stessa.
3 puntualizzazione: è stimato un risparmio nell'ordine del 30 - 40% sui consumi di energia attuali (petrolio e derivati)stime non di Galsi, che sarebbe di parte, ma di altri esperti della materia.
4 puntualizzazione: la politica dovrà pensare a trovare i fondi per servire ogni singolo comune sardo alla rete principale e i comuni faranno la propria parte
5 puntualizzazione: mi domando quali siano di motivi che spingano a schierarsi contro questa opportunità e invece che soluzioni proporre per raggiungere un autonomia energetica senza dipendere dall'esterno...
saluti a tutti

Ecco la nostra risposta:
Gentile Assessore, la ringraziamo per il suo commento al nostro post: PAULILATINO DICE SI AL GALSI...MA NON DA LORO! CHE BELL'ESEMPIO DI COESIONE!
In merito ci preme chiarire che i commenti al nostro blog sono liberi e l’impostazione data da blogspot consente varie opzioni ma, effettivamente, la più semplice e comoda è l’impostazione come “anonimo”. Ciò non significa che non si possa risalire all’identità di chi ha commentato. Evidenziamo che non è nostro interesse farlo, anche perché badiamo ai contenuti delle frasi e non all’identità degli autori. E’ inoltre nostra cura eliminare commenti sconci e offensivi indirizzati ai nostri decisori politici e, le assicuro, ne arrivano parecchi ogni giorno.
1) In relazione alla sua prima osservazione, ci preme chiarire che dagli articoli apparsi sulla stampa locale non era dato intendere che lo spostamento del tracciato da voi richiesto fosse circoscritto nei limiti del territorio comunale.
2) In merito alla seconda osservazione ci dispiace evidenziare che, dai commenti pervenuti al nostro blog e dai dati a nostra disposizione, non risulta che tutti i proprietari coinvolti, tantomeno la popolazione, siano stati informati in tempo utile sul Progetto GALSI (ossia entro il termine di chiusura della procedura di VIA, anno 2010), per manifestare la propria contrarietà o, perlomeno, sollevare dubbi circa l’utilità dell’opera e la sua compatibilità con la vocazione del territorio. Le rammentiamo che il nostro Comitato ha inviato nel febbraio 2009 (nell’ambito della procedura VAS), e senza ottenere alcun riscontro, note informative sul Progetto GALSI a tutti i Comuni e Enti interessati.
Riguardo al fatto che nessuno può opporsi, riteniamo la sua affermazione gravissima. Anche a livello regionale ci si può appellare al Governo attraverso l’Art.51 dello Statuto Sardo. Noi abbiamo il diritto di rifiutare tutto ciò che, anche se deciso dal Governo centrale, non consideriamo un bene per la Sardegna.
Inoltre, ci preme evidenziare che non ci risulta l’esistenza, nell’attuale ordinamento europeo, italiano e regionale, di progetti di rilevanza strategica, disposti da Governo o comunque da “Enti superiori” (come da lei definiti), ai quali nessuno può opporsi. Le leggi in vigore, oltre alle convenzioni internazionali, dispongono sempre la possibilità di ricorrere alle Autorità competenti, sia nazionali che europee, al fine di impedire o quantomeno bloccare la realizzazione di qualsiasi opera, anche se considerata “strategica” o di “pubblica utilità”. Peraltro, per quanto riguarda la vostra zona, come lei dovrebbe sapere, non si tratta del semplice passaggio di un tubicino ma anche della costruzione di una “Centrale di rilancio del gas”.
3) Nel chiederle la fonte dei dati che lei cita, le specifichiamo che:
• oltre agli espropri per la costruzione della Centrale ed il passaggio della condotta, in corrispondenza dei 38 PIDI – Punti di Linea – saranno costruite apposite centrali di intercettazione del gas, alle quali saranno collegate ulteriori reti che andranno ad allacciarsi a quelle che ciascun Comune, accollandosi la spesa, predisporrà per le utenze, se va bene fra 10 anni. I cittadini eventualmente interessati dovranno singolarmente provvedere ai propri allacci e/o convertire i loro impianti affrontando una spesa che varia fra i 4/15ooo euro, ovviamente in funzione ciascuno del tipo di impianto di cui è in possesso. E ciò solo per l’utilizzo di acqua sanitaria, riscaldamento e cucina a gas. Fermo restando che le spese della bolletta ENEL continueranno a permanere per tutte le altre apparecchiature elettriche. Si tratta quindi non di un risparmio, bensì di una perdita di denaro. Per capirci meglio, il costo minimo per una famiglia che intende adattare un impianto privato già esistente con un altro a gas per avere acqua sanitaria, riscaldamento e gas per la cucina, il costo minimo è stimato in circa 4 mila euro per allaccio e caldaia. Installare, invece, un impianto di riscaldamento ex novo per un appartamento di media metratura costa circa 10mila euro. Perciò, a fronte di un risparmio dichiarato di 270 euro l’anno sulla bolletta, sempreché non ci siano variazioni di prezzi sul mercato a causa della instabile fornitura algerina, si affronta una spesa iniziale di 4000 euro per avere un risparmio di 270 euro l’anno e complessivo di 2700 euro (visto che la fornitura locale - se ci sarà - durerà al max 10 anni). Se la matematica non è un’opinione…
• La stessa Commissione europea, nel documento allegato e in altri atti, evidenzia che, benché il mercato interno europeo dell'energia sia stato realizzato, l'indagine settoriale sui mercati del gas e dell'elettricità mette in rilievo il persistere di numerose anomalie che impediscono tanto ai consumatori quanto agli ambienti economici di beneficiare a pieno dei vantaggi derivanti dall'apertura dei mercati nazionali del gas e dell'elettricità. In particolare, l'indagine di Bruxelles conferma l'esistenza di distorsioni della concorrenza che impediscono alle imprese e ai consumatori di beneficiare pienamente dei vantaggi della liberalizzazione, ciò in particolare in relazione ai costi eccessivi e all’instabilità delle forniture. Sempre in tema dei prezzi non si può non considerare che tutta l'Algeria dipende esclusivamente dal proprio gas, e la domanda interna è in fortissimo aumento. Sono dunque a rischio gli accordi di fornitura. Oltre ai responsabili di Edison, partner di Galsi lo sostengono gli stessi algerini della SONATRACH e NADJIB OTMANE - membro della commissione algerina per la regolamentazione del gas e dell'elettricità, insieme a ABDERRAHMANE MEBTOUL, economista algerino, esperto in mercati energetici e consulente del Presidente Algerino. Quest’ultimo, inoltre, evidenzia come la realizzazione di gasdotti (ormai considerati autentici “ferrivecchi”) non risulti assolutamente conveniente per gli investitori che, ovviamente, ricaricano i propri margini sui consumatori. In relazione al GALSI, in particolare, Mebtoul evidenzia che, alle condizioni attuali di mercato, le riserve di gas algerino dureranno ancora per massimo 15 anni. E infatti, sulla base degli accordi con la Società Algerina SONATRACH, la fornitura prevista è per 15 ANNI dalla messa in gas. Considerando che, per essere ottimisti, il gas non arriverà nelle case dei sardi prima del 2021 (per la costruzione delle reti sono necessari come minimo sette anni dalla messa in gas)…..
4) In relazione alla sua quarta osservazione, siamo noi a chiederle: le sembra giusto che prima si sventri un territorio per farci passare un gasdotto e poi, con calma, “la politica” si occuperà di trovare i soldi per far arrivare il gas nelle case? Non le pare più ragionevole il contrario? Anche in considerazione del fatto che quello, ormai, è l’unico scopo di Galsi SpA, visto che la fornitura di energia alle aziende “energivore” è venuta meno con la loro progressiva scomparsa dal “panorama industriale” dell’Isola. E tenga conto che il tempo per procurare i soldi c’era: la legge per la metanizzazione del Mezzogiorno risale infatti agli anni 80!!! Dov’era “la politica” nel frattempo? Sempre in relazione ai soldi, ci dispiace informarla che, nonostante la buona volontà di Cappellacci - impegnatosi a reperire “ le risorse (100 milioni di euro) per consentire alla Sfirs di sottoscrivere l'aumento di capitale necessario per realizzare il progetto” che, come immaginiamo lei saprà meglio di noi, costituisce il solito artificio contabile usato tradizionalmente per individuare risorse che regolarmente vengono meno o vengono spostate a seconda delle necessità – i soldi per i collegamenti tra il gasdotto GALSI e le future reti cittadine non figurano in NESSUNA voce di bilancio regionale, nazionale o europea.
5) In merito alla sua quinta osservazione … Secondo lei, con il GALSI si può parlare di autonomia energetica? Come se quella contrattata con l’Algeria non fosse una dipendenza! Altrimenti come la vuole definire? Ci stanno rifilando una struttura obsoleta con una tecnologia vecchia di almeno 40 anni (il gas trasportato attraverso i gasdotti arriva a costare il 40% in più rispetto a quello fornito dalle navi gasiere), e con 30 anni di ritardo rispetto alla legge di metanizzazione della Sardegna.
Prima di parlare di opportunità la invitiamo a leggere attentamente le Carte progettuali e non dare ascolto ai “soliti noti”, anche loro, peraltro, all’oscuro del contenuto del Progetto GALSI e delle norme che regolamentano l’iter per la realizzazione della devastante infrastruttura.
Tra qualche giorno, grazie ai nostri ingegneri, saremo in grado di farle pervenire due righe su come rendere tutto il territorio di Paulilatino indipendente dal punto di vista energetico e senza gravare sul bilancio delle famiglie.
No al GALSI dunque! Perché ci distruggono il paesaggio, l’agricoltura, la storia, l’archeologia, le coste, la nostra natura e soprattutto perché non ci serve.
Non le sembrano argomenti sufficienti per dire no?
Nel far west energetico che l’isola sta sopportando ci stanno riempiendo di impianti, strutture e tecnologie per assicurare la nostra eterna dipendenza da un sistema destinato a scomparire e su cui la stessa mafia ha puntato gli artigli: parchi eolici , produzione da biomasse, green economy...da cui non ricaviamo nessun vantaggio; e ci stanno rubando pure il sole e il vento…. Avevano persino previsto l’installazione di due centrali nucleari. Inoltre, oltre a produrre più energia di quella che ci serve, disponiamo di varie centrali idroelettriche…. E vogliono farci credere che se non cogliamo al volo “la opportunità gasdotto GALSI” o le trivelle a Oristano, non ci sarà più crescita ne sviluppo per la Sardegna! Ma è possibile? Siamo quattro gatti e abbiamo bisogno di tutta questa energia?
Concludendo, gentile Assessore, ci pare vi siano ottime ragioni per ripensare le vostre scelte energetiche, andando nella direzione di minori costi, sicurezza, rispetto dell’ambiente e della collettività, della vocazione del territorio e indipendenza dalle “mafie” energetiche. Con un occhio di riguardo verso i nostri figli, destinati - purtroppo per loro e grazie alle lungimiranti scelte dei nostri decisori politici - a dover convivere con un territorio deturpato che non gli apparterrà più.
Restiamo a sua disposizione e la salutiamo cordialmente

1 commento:

  1. Carmen Madau capo gruppo minoranza Comune di Paulilatino9 novembre 2011 18:04

    caro Giampiero, penso che le risposte di Rita e del Comitato siano sufficenti, non occorre aggiungere altro.
    Solo, però, lasciami ancora una volta ribadire che i proprietari dei terreni non sanno niente (con alcuni ho parlato io di persona. l'unica cosa su cui mi soffermo è il fatto che in quel consiglio comunale, trasformatosi dieci minuti dopo una mia lettera formale di protesta,in "assemblea popolare" e dopo che io ho abbandonato l'aula, AVETE votato il parere favorevole al passaggio del metanodotto nel territorio di Paulilatino senza valutare bene quello che stavate facendo.
    vi state nascondendo dietro il fatto che avete chiesto lo spostamento del percorso, visto che quello attuale passa accanto a ben 8 nuraghi,ma sappiamo bene che questa richiesta non sarà mai esaudita perchè bisognava farla entro il 2009.
    Ora io non dico che è colpa vostra se allora quella richiesta non fu fatta, visto che non eravate al governo, ma ora voi state solo avvallando gli errori già fatti in passato.
    Altro punto, non certo secondario, è il fatto che oggi noi non siamo in grado, e gli esperti del Galsi non sono stati in grado, di garantire che il passaggio del metanodotto porti a Pulilatino il gas nelle case dei cittadini, perchè le multinazionali del gas non si preoccupano certo di fare gli allacci a noi e perchè il comune non ha i soldi per una spesa così enorme.
    quindi anche se gli allacci si facessero forse neanche i nostri figli potrebbero usufruire del gas.
    io credo che prima di prendere decisioni così importanti, bisogni interpellare la popolazione e non far calare dall'alto una ferita così grave per il nostro territorio e il nostro patrimonio archeologico.
    Chi mi conosce sa bene che non sono una "talebana" dell'indipendentismo sardo e tantomeno una disfattista in materia di energia, perchè anzi mi batto molto nel mio piccolo affinchè la sardegna possa sfruttare tutto il suo potenziale in materia di energie rinnovabili.
    io mi auguro che le risposte che hai avuto qui ti possano aiutare a riflettere sul grosso errore che state comettendo e, permettimi una domanda: perchè avete così paura del confronto con i cittadini?

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